Esteri
Il visto di Minsk •
Tajani si rimette a Bruxelles sui visti ai cittadini russi. La Lega frena
Il ministro degli Esteri apre al coordinamento con gli altri paesi europei dopo il tentato attacco all'aeroporto di Lipsia. Candiani (Lega): “Si vive benissimo anche senza”. L’Italia rilascia con Francia e Spagna tre quarti dei visti Schengen ai russi: da 64 mila a 161 mila in quattro anni

Foto ANSA
I rapporti da tenere con la Russia continuano ad agitare le acque nella maggioranza, e in particolare tra Forza Italia e Lega. Il nuovo fronte rischia di aprirsi su un timbro: il visto turistico rilasciato dall’ambasciata italiana a Minsk al bielorusso con passaporto russo indagato per il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia, che ha riacceso l'attenzione sul numero di ingressi di cittadini russi in Italia.
Secondo la Commissione europea, i visti rilasciati dall’Italia a cittadini russi sono passati da 63.894 nel 2021 a 161.121 nel 2025. Quelli ai bielorussi da 2.968 a 50.709, e nel 98,9 per cento dei casi sono a ingresso multiplo: la sospensione dell’accordo di facilitazione, decisa dall’Ue nel settembre 2022, ha colpito Mosca, mentre per Minsk si è limitata ai funzionari del regime. Nello stesso periodo Estonia, Finlandia e Polonia hanno aggiunto restrizioni nazionali e le richieste sono crollate (la Polonia da 9.483 a 103). La domanda si è spostata verso sud: Francia, Italia e Spagna hanno rilasciato tre quarti dei 477 mila visti turistici accordati ai russi nel 2025. Il ventre molle ha tre capitali, e una è Roma.
Kaja Kallas, a Dublino, ha detto che “questo tipo di visti turistici viene utilizzato per compiere atti di sabotaggio”. L’Alta rappresentante spera che quanto accaduto a Lipsia convinca gli stati finora contrari e parla di “ampio sostegno” a due misure, il bando ai combattenti e restrizioni più severe ai turisti.
Dal canto suo, in Italia il ministro degli Esteri Antonio Tajani si è detto disponibile a un coordinamento europeo: “Vedremo insieme agli altri paesi”, ha risposto a proposito delle possibili restrizioni di Bruxelles, perché bisogna impedire infiltrazioni di chi “ha le carte in regola per il visto ma non per essere buono”. Riguardo all'uomo fermato a Lipsia ha aggiunto: “Se le persone hanno i requisiti e non c’è nessun alert sulle singole persone, viene concesso il visto”, promettendo accertamenti. Parlando da Cernobbio, questa mattina ha anche detto che "si può intervenire sui visti per ridurne il numero".
Stefano Candiani, deputato della Lega, risponde al Foglio e si smarca dalle posizioni dell'alleato e ministro degli Esteri. C'è bisogno di una stretta sui visti turistici? “Penso che con tutti i problemi che ci sono si possa vivere anche senza angosciarsi per questa situazione, anzi. Si vive benissimo anche senza”. Vietare l’ingresso a combattenti ed ex combattenti: “Una questione di buon senso”. E i visti a russi e bielorussi, che in quattro anni si sono moltiplicati? Candiani ride: “Saranno elettori di Vannacci!”. Insomma, per il deputato del Carroccio non c'è il rischio che l’Italia sia percepita come il punto debole di Schengen. “Il ventre molle nello spazio Schengen mi sembra più dalle parti della Spagna, soprattutto riguardo alla situazione in Marocco”, dice, spostando la questione su Ceuta.
A giugno l’Italia era tra i paesi che avevano frenato sul bando ai veterani, preferendo “operare sul regime dei visti”. Ora il regime dei visti arriva sul tavolo del Consiglio europeo, e Tajani ci arriva con un alleato che considera la questione un’angoscia superflua. Il Pd e Italia Viva hanno annunciato due interrogazioni urgenti al ministro, il Copasir chiederà una nota informativa. La Lega, per ora, risponde con una battuta.