Esteri
Decreto sulle Malvinas •
Milei scende in campo sulle Falkland/Malvinas: “Sono argentine”. E annuncia una base navale a Ushuaia
Buenos Aires prepara anche un pacchetto di leggi per rafforzare la sovranità sulle isole e colpire il progetto petrolifero britannico-israeliano Sea Lion. Le aperture di Trump e la risposta di Londra

Membri del Reggimento argentino di granatieri a cavallo posano accanto al Cenotafio ai caduti delle Malvinas (Tomas Cuesta/Getty Images)
Milei scende in campo con forza sulla questione delle Falkland Malvinas. Quando aveva 12 anni, raccontò, aveva perso un sacco di botte dal padre, a cui, mentre esaltava la riconquista delle isole, aveva manifestato il suo dubbio che gli inglesi gliele avrebbero “suonate”. E quando la querelle era risaltata fuori ai Mondiali aveva chiesto di non collegare il risultato sportivo di Inghilterra-Argentina alla questione dell'arcipelago conteso, sostenendo che “è una partita di calcio” e affermando che il recupero della sovranità “si ottiene con una diplomazia sapiente e non con gesti di patriottismo da quattro soldi”. Ma adesso ha annunciato la costruzione di una base navale in Terra del Fuoco e sanzioni contro le compagnie petrolifere che operano nelle isole contese.
Ieri in un discorso alla nazione, accompagnato da tutto il suo Gabinetto, Milei ha dichiarato che invierà al Congresso un pacchetto di proposte di legge per salvaguardare la sovranità sulle Isole. “Sono argentine per storia e per diritto; non c'è discussione al riguardo”, ha sottolineato già all'inizio del discorso. Ma, dopo aver fatto riferimento alla rivendicazione storica che risale all'epoca coloniale, ha affermato che non era sufficiente ricordare semplicemente l'arcipelago come parte del territorio nazionale. “Lo stato argentino ha l'obbligo di utilizzare tutti gli strumenti diplomatici, economici, giudiziari e legali disponibili per difendere la nostra sovranità e le nostre risorse”. “Ciò richiede leggi adeguate, agenzie statali coordinate e strumenti efficaci per perseguire un obiettivo che trascende qualsiasi governo”. Aggiungendo che “le Isole Falkland non appartengono a un governo o a un partito politico; sono una causa nazionale”, ha dunque annunciato il pacchetto, assieme a un aumento del bilancio destinato alla difesa nazionale. La riallocazione delle risorse è stata formalizzata stamattina con la pubblicazione del Decreto di Necessità e Urgenza (Dnu) n. 867/2026 nella Gazzetta Ufficiale.
Nel suo messaggio, Milei ha avvertito che da 50 anni le Nazioni Unite chiedono all'Argentina e al Regno Unito di non intraprendere azioni unilaterali riguardanti il territorio finché la disputa sulla sovranità non sarà risolta, compreso lo sfruttamento delle sue risorse naturali. Considera però “particolarmente grave” il progetto Sea Lion, per cui una joint venture tra la compagnia israeliana Navitas Petroleum (che possiede il 65 per cento delle quote) e la britannica Rockhopper Exploration (35 per cento) dall'inizio del 2028 inizieranno a estrarre petrolio a circa 200 chilometri a nord dell'arcipelago. Per la prima volta nella storia, avverte, comporterà “l'estrazione di una risorsa non rinnovabile che appartiene agli argentini”. “Se non agiamo, tra pochi mesi avranno la capacità materiale di impadronirsi delle riserve petrolifere che si trovano sotto il nostro mare", ha sottolineato. “L'avanzamento di questo sfruttamento creerà un incentivo per il Regno Unito ad approfondire la sua occupazione delle Isole e a continuare a sfruttare le nostre risorse”.
In risposta, il presidente ha spiegato che il Decreto sulle Malvinas si basa su tre obiettivi volti a difendere la sovranità nazionale sia sull'arcipelago che sulle sue risorse strategiche. Il primo punto riguarda la trasmissione al Ministero degli Affari Esteri delle informazioni da parte delle varie agenzie statali che vengono a conoscenza di violazioni di legge, affinché quest'ultimo possa avviare procedimenti sanzionatori. Il secondo, invece, mira a regolamentare la procedura per migliorarne il coordinamento e velocizzarla. L'ultimo punto prevede l'inserimento di dichiarazioni giurate nei procedimenti relativi agli idrocarburi, che impedirebbe a chi sfrutta la piattaforma continentale argentina di operare senza riconoscere la sovranità della stessa Argentina. Pur riconoscendo che “la Legge n. 26.659 (sugli idrocarburi) è di fondamentale importanza per sanzionare coloro che non riconoscono la nostra sovranità e continuano a sfruttare le nostre risorse”, Milei ha sottolineato la necessità di modificarla per rafforzare la difesa nazionale.
Obiettivo finale di questa riforma sarebbe “migliorare gli strumenti che attualmente ci fornisce per combattere questa intrusione nel territorio argentino, rafforzare le sanzioni e ampliarne la portata per estendere determinate conseguenze, sia penali che amministrative, alle aziende che forniscono servizi a coloro che svolgono attività di sfruttamento degli idrocarburi”. Inoltre il disegno di legge sulla difesa della sovranità nazionale istituirà un Consiglio di sicurezza nazionale per rafforzare la politica di sicurezza nazionale e garantirne l'attuazione trasversale. “Ciò consentirà una strategia coordinata nella difesa della sovranità e del territorio nazionale, e nel recupero delle Isole Malvinas”, oltre a istituire “un regime di protezione per le infrastrutture critiche e un quadro di riferimento per la protezione aerospaziale e marittima”. “In questo modo, rafforzerà la protezione contro potenziali attacchi di ogni tipo all'integrità territoriale del nostro paese”.
Dopo aver annunciato l'aumento delle risorse stanziate al Ministero della Difesa, Milei ha anticipato che si faranno progressi nella costruzione di una base navale integrata. Sorgerà nel porto orientale di Ushuaia, nella provincia della Terra del Fuoco, e mirerà a “potenziare le nostre capacità di telecomunicazione”. “La base consentirà all'Argentina di diventare un hub logistico centrale nell'Atlantico meridionale e di rafforzare la nostra proiezione geopolitica in una regione strategica per il futuro del Paese”. “Difendere la nostra sovranità richiede di pensare alle generazioni future e non solo alle prossime elezioni”. “Per questo, l'Argentina deve recuperare la sua capacità di pensiero strategico, rafforzare le sue Forze Armate e costruire una vera politica di sicurezza nazionale a lungo termine”. “La sicurezza nazionale non è solo la difesa fisica del nostro territorio. Significa anche proteggere le nostre risorse strategiche, la nostra economia, le nostre infrastrutture critiche e la nostra capacità di decidere il nostro futuro”. Per questo settori della “Difesa, della Sicurezza, dell'Intelligence, degli Affari Esteri e dell'Economia devono agire in modo coordinato”: “Un'Argentina prospera, politicamente rilevante e militarmente rispettabile è in una posizione migliore per difendere il proprio territorio, le proprie risorse e la propria sovranità”.
La questione delle Falkland Malvinas è tornata all'ordine del giorno il 31 agosto, quando a Trump è stato chiesto, nello Studio Ovale di una possibile revisione della neutralità degli Stati Uniti nella disputa sulla sovranità tra Argentina e Regno Unito. In risposta, il presidente Usa ha affermato di valutare tutte le posizioni e che questa era “solo una delle tante”, nel contesto delle pressioni esercitate da Washington su Londra affinché aumentasse la spesa per la difesa nell'ambito della Nato. Ciò ha portato a una risposta da parte del Regno Unito e dell'amministrazione britannica delle isole, che hanno ribadito la sovranità britannica e il sostegno al diritto all'autodeterminazione degli abitanti dell'arcipelago. Il dibattito ha coinciso anche con le discussioni a Londra sull'accordo con Mauritius sull'arcipelago delle Chagos, citato dall'Argentina come precedente per una controversia territoriale risolta pacificamente.