Dove può arrivare il piano di Kyiv per bloccare gli aeroporti russi

Se Putin vuole strangolare Kyiv, gli ucraini gli rispondono: soffocherai con noi. Zelensky annuncia l'operazione per "mettere al tappeto" i cieli russi e fermare l'aviazione civile. Risultati, reazioni e avvertimenti

3 SET 26
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Occhio per occhio è la norma di base che ormai regola ogni contromossa ucraina. Per il nemico, l’invasore, non ci sono sconti, se Kyiv patisce, Mosca non può stare bene. Se Vladimir Putin e il suo esercito decidono di avviare una campagna di bombardamenti per soffocare le principali città ucraine, impedendo ai suoi abitanti di dormire la notte e bloccando qualunque loro attività durante il giorno, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, annuncia che nemmeno la Russia potrà respirare. Putin vuole strangolare gli ucraini, gli ucraini rispondono: se affondiamo, vieni con noi. Zelensky ieri ha fatto un annuncio semplice e tagliente: “Vogliamo avvertire ogni compagnia aerea che utilizza lo spazio aereo russo, ogni assicuratore e chiunque utilizza ancora i principali aeroporti della Russia: lo spazio aereo russo sta diventando molto insicuro”. Il risultato immediato dell’annuncio è stato: più di quaranta voli cancellati, la compagnia turca Pegasus Airlines ha bloccato tutti i collegamenti, altre compagnie hanno già avvisato che potrebbero esserci deviazioni. Ha continuato Zelensky: “Quando i nostri partner si avvicinano per negoziare, siamo pronti a garantire che lo spazio aereo sia libero per un certo periodo. Per ora, mentre la guerra continua, lo spazio aereo russo è per i droni ucraini, non per l’aviazione civile”. 
Il ministro degli Esteri dell’Ucraina Andrii Sibyha ha notificato ufficialmente all’Icao, l’Organizzazione internazionale per l’aviazione civile, che lo spazio aereo russo non è sicuro: “Esortiamo tutti a evitarlo… Sullo sfondo dell’inasprimento drastico del terrore da parte della Russia contro l’Ucraina, lo spazio aereo russo sta diventando sempre più insicuro. La nostra decisione responsabile è notificare all’Icao e a tutte le compagnie aeree, e ai governi, di prestare cautela – anche se la Russia rifiuta di adempiere alla sua responsabilità di informarli. Vogliamo prevenire incidenti non intenzionali. La guerra sta tornando a casa, in Russia. L’Ucraina esercita il suo diritto intrinseco all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”.
Nelle ultime settimane Mosca sta colpendo le città ucraine di giorno, le sta bloccando con allarmi continui causati da droni a reazione, sistemi d’arma molto più difficili da intercettare che la Russia ha usato per tutta l’estate nel Mar Nero per bloccare il traffico e impedire il trasporto del grano dai porti ucraini. L’economia ucraina non può privarsi della vendita dei cereali, l’obiettivo di Mosca è fare in modo che nessuna compagnia assicurativa sia disposta a coprire i costi del trasporto nelle acque del Mar Nero: finora è riuscita a svuotare le banchine dei porti, colpendo i mercantili che si sono avventurati e causando anche vittime negli equipaggi. Ora Kyiv applica lo stesso sistema ai cieli, vuole svuotarli, disincentivare le assicurazioni a coprire la tratta, fare in modo che gli aeroporti di Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Rostov sul Don e altri rimangano senza aerei, secondo un piano che l’Ucraina aveva escogitato già mesi fa. L’Atlantic ha raccontato come la squadra di esperti di Zelensky fosse andata dal presidente presentandogli una nuova possibile operazione per mettere la Russia alle strette e accettare i negoziati. Il nome in codice dell’operazione era “M&M’s”, in riferimento ai piccoli droni che sarebbero stati lanciati nei cieli russi per interrompere il traffico aereo, tanti e circolari come noccioline. Il piano prevedeva che droni dotati di sistemi di guida basati sull’intelligenza artificiale volassero in sciami contro gli aeroporti russi, costringendo le compagnie a rinunciare alla tratta. Mirava a creare una situazione di blocco evidente e spettacolare – già in passato gli aeroporti russi sono stati costretti a chiudere, ma il piano ucraino non ambiva a un blocco sporadico, ma a una totale paralisi continuata dei cieli russi. Fu Zelensky a rimandare l’attacco, che faceva parte delle idee portate avanti dall’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, e lo fece perché temeva un incidente con il coinvolgimento di passeggeri internazionali. Quando un aeroporto russo si blocca, viene annunciata una situazione di “kaver”, che vuol dire tappeto. L’obiettivo ucraino è mettere al tappeto il sistema aeroportuale russo e se Zelensky aveva avuto delle remore, dopo gli ultimi attacchi alle città e i tentativi russi di immobilizzare l’economia dell’Ucraina – in cui non volano aerei dal 24 febbraio del 2022, a causa dei missili e dei droni della Russia – ha scelto di annunciare il piano per fare nei cieli russi quello che Mosca fa nel Mar Nero: bloccare, strangolare, fare in modo che nessuno si senta più tranquillo ad atterrare in un aeroporto russo come non si azzarda a navigare nelle acque ucraine. Nella speranza che prima o poi qualche funzionario abbastanza influente – e ce ne sono pochi – varcherà la soglia dello studio di Putin al Cremlino e gli dica: abbiamo un problema, fermiamoci.