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“Sulla Cina il Pd non è un monolite”. Parla Malpezzi
L'assenza del Partito democratico dalla missione a Taiwan rischia di generare una narrativa parziale all'interno dell'opposizione? Secondo la senatrice, il dialogo con Pechino "non esclude" quello con Taipei
2 SET 26

Foto ANSA
“Questo assolutismo dentro al partito non l’ho mai percepito”, dice al Foglio Simona Malpezzi, senatrice del Partito democratico molto attenta alle questioni di politica estera, quando le si domanda se dentro alla principale forza d’opposizione in Italia non ci sia il rischio di un ascolto selettivo rivolto alla Repubblica popolare cinese, e magari meno attento a quei paesi che invece l’autoritarismo e le pratiche coercitive di Pechino le subiscono: “Questa sensibilità c’è, non c’è un monolite”. Malpezzi è stata a Taiwan a gennaio, come lei qualcun altro del partito c’è stato in passato, ma all’incontro con l’ex presidente Tsai Ing-wen a Roma non ha potuto partecipare perché impegnata in un’altra missione. Spiega che lei sarebbe andata: “Poi capisco che per un responsabile segreteria Esteri ci siano cautele, ma non ho visto chiusura”.
Secondo Malpezzi, “per un partito che vuole governare” è importante curare dei canali di comunicazione con tutti, anche con Pechino, “ma dal mio punto di vista una cosa non esclude l’altra”. Anzi, il problema semmai è dalla parte di chi chiude relazioni sulla base di un dialogo aperto anche verso Taipei: “Su Taiwan, difendo totalmente la loro volontà e la loro democrazia, sono dalla loro parte, penso che quello che hanno costruito sia un grandissimo esempio, d’altra parte mi dispiace se questo mio sguardo nei loro confronti possa essere giudicato, ma il problema non è mio, non è del mondo democratico”. Come Malpezzi, altri parlamentari del Pd rivendicano di essere stati e di essere aperti al dialogo diretto con i rappresentanti di Taiwan o con chiunque abbia subìto le ingerenze del Partito comunista cinese. Ma lei consiglierebbe al responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, o a Vinicio Peluffo, presidente dell’associazione parlamentare “Amici della Cina”, un viaggio a Taipei? “Io ci andrei sempre e comunque a Taiwan, ma non credo abbiano bisogno del mio suggerimento: anche loro credono come me nella diplomazia parlamentare”, dice Malpezzi.
