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In Carolina del Sud ha vinto Darline Graham
La sorella del defunto senatore Lindsey Graham ha vinto il ballottaggio per il Senato sconfiggendo il deputato Norman di pochissimo. Decisivo l’endorsement di Trump. A novembre sfiderà la democratica Andrews

Foto Lapresse
Darline Graham, sorella del defunto senatore Lindsey Graham, ha vinto il ballottaggio per il Senato della Carolina del Sud, sconfiggendo il deputato Ralph Norman di pochissimo: a scrutinio concluso, infatti, sono stati solo 18 mila i voti a dividere i due. Dopo un incontro alla Casa Bianca con Trump, avvenuto poco dopo la morte del fratello, Darline, che non ha alcuna esperienza politica, aveva acconsentito a farsi nominare senatrice per terminare il mandato di Lindsey. Quello che doveva essere un incarico temporaneo di pochi mesi, però, si è trasformato, col benestare di Trump, in una corsa per ottenere un mandato pieno.
Trump l’ha sostenuta fino alla fine, legando il suo nome a quello della candidata: in un evento di campagna della senatrice a cui ha partecipato, ha detto apertamente di votare “come se io fossi sulla scheda”. L’endorsement del presidente si è quindi rivelato nuovamente decisivo, anche se c’erano motivi che potevano indurre a pensare il contrario: con l’aumento del costo della vita e il perdurare della guerra in Iran, Trump sembrava aver perso il tocco magico che portava alla vittoria chiunque sostenesse. Inoltre, nella stessa Carolina del Sud, aveva recentemente sostenuto la vicegovernatrice Pam Evette alla carica di governatore. Una scelta rivelatasi sbagliata, e il presidente aveva dovuto estendere un sostegno dell’ultimo minuto anche al suo rivale, il procuratore generale Alan Wilson, che aveva vinto il confronto.
Oltre a spendersi direttamente, Trump ha elargito soldi a Graham attraverso Maga Inc., il principale Super PAC, gruppo di raccolta fondi che può raccogliere somme di denaro illimitate, a lui legato: tramite questo ha speso circa 800 mila dollari a sostegno della candidatura di Darline, con chiamate e messaggi rivolti ai possibili elettori repubblicani. Graham l’ha ringraziato pubblicamente sul palco della vittoria, affermando che “la Carolina del Sud è lo stato di Trump” e che “la nostra vittoria non sarebbe stata possibile senza di lui”. Ha poi aggiunto che il fratello Lindsey “sta guardando giù ed è fiero di ognuno di noi”.
La campagna lampo è stata piena di ostacoli per Graham, e si è notata la sua inesperienza politica, che è diventata un fattore nella corsa. Durante il dibattito tra lei e Norman svoltosi prima del voto, in una domanda sull’importanza che ricopre Taiwan negli interessi nazionali statunitensi, ha ammesso di “non essere abbastanza informata sulla sicurezza nazionale”: uscita per cui è stata subito attaccata dal suo avversario, che ha scritto sui social che “lo stato ha bisogno di un senatore che capisca gli esteri”. Una gaffe che ha riaperto il tema dell’inesperienza, soprattutto per via del fatto che va a sostituire il fratello, un falco in politica estera. Graham ha difeso la sua risposta, affermando di “non parlare politichese” e che “le persone della Carolina del Sud sono più preoccupate dai maschi che competono negli sport femminili”.
Norman ha cercato di dipingere Graham come una creazione delle élite di Washington, mentre lui stesso come il vero guerriero Maga dello stato. Con nove anni da deputato all’interno del Freedom Caucus, uno dei gruppi più a destra del partito, il suo pedigree da conservatore non è in dubbio: durante il fallito golpe del 6 gennaio 2021, ha scritto personalmente al capo di gabinetto di Trump implorando il presidente di dichiarare la legge marziale per evitare che Joe Biden, il vincitore delle elezioni, potesse insediarsi. Nonostante questo atto di lealtà verso il presidente, alle primarie del 2024 ha deciso di non sostenerlo, preferendogli Nikki Haley, e questo potrebbe avergli alienato i supporter più granitici del tycoon.
A novembre, Darline Graham sfiderà la candidata democratica, la pediatra Annie Andrews. Nonostante l’inesperienza, dovrebbe essere una sfida più semplice: i democratici non vincono un’elezione statale in Carolina del Sud dal 2006, e non sembrano intenzionati a investire nella corsa.
