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La sorella di Lindsey Graham raccoglie l’eredità politica (e trumpiana) del senatore
Dopo la morte del politico conservatore, la sorella ha preso il suo posto al Senato con la benedizione di Trump. La sua candidatura però non convince tutti, e potrebbe scatenare una competizione tra i repubblicani in Carolina del del sud

Foto ANSA
Dopo la morte del senatore conservatore Lindsey Graham, la vita della sorella Darline è cambiata velocemente. È stata scelta inizialmente per portare a termine il mandato del fratello, che scade quest’anno, e successivamente, col supporto del presidente Trump, ha deciso di candidarsi per un mandato pieno.
A spingere per affidarle il seggio ad interim è stato il governatore della Carolina del Sud, Henry McMaster, che ha convinto Trump. Il presidente era inizialmente orientato a dare il posto al deputato Russell Fry, un trumpiano di ferro che aveva ottenuto il suo seggio sconfiggendo uno dei dieci deputati repubblicani che avevano votato a favore dell’impeachment a Trump per i fatti del 6 gennaio 2021. Una scelta che avrebbe generato un problema alla Camera: promuovere il deputato avrebbe lasciato i repubblicani con un uomo in meno fino a una prossima elezione suppletiva, con una maggioranza già traballante. Graham si è incontrata alla Casa Bianca con Trump, il vicepresidente J.D. Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio: lì avrebbe prima accettato di sostituire il fratello per il tempo rimanente e poi palesato la volontà di candidarsi alle elezioni, a suo dire non per ambizione personale ma per la volontà di onorarne la memoria. Una scelta a cui Trump avrebbe subito acconsentito.
I Graham erano molto legati. La loro vita è cambiata alla fine degli anni ’70, quando nell’arco di quindici mesi hanno perso sia la madre, per il linfoma di Hodgkin, sia il padre, per un infarto. Darline era minorenne all’epoca e Lindsey ne è diventato il tutore legale. Lindsey non si è mai sposato e non ha mai avuto figli: scherzava spesso sul fatto che, se fosse mai diventato presidente, avrebbe portato Darline alla Casa Bianca come first lady.
Il punto è che si sa molto poco di come la pensi Darline politicamente. Di lei si dice che sia molto attiva in progetti di assistenza alle persone con disabilità, religiosa, sposata e molto attenta alla famiglia. Finora ha concesso una sola intervista, a Fox News: lì ha ammesso di aver più volte incoraggiato il fratello a parlare più spesso di temi che interessano alla persona comune, come il prezzo dei beni di prima necessità e della benzina. Forse, quindi, la vedremo più attiva sulla politica interna e meno su quella estera. Non appena si è candidata, però, è stata supportata dalla Republican Jewish Coalition, vista anche la vicinanza del fratello a Israele. Ha partecipato a una cena in onore di Lindsey a cui erano presenti anche il primo ministro dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu, e l’ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Yechiel Leiter.
Per rafforzare la visione di candidata leale al presidente, Graham ha annunciato che la prima legge che cercherà di far approvare sarà il Save America Act, il controverso progetto di legge voluto da Trump che richiederebbe agli elettori una prova di cittadinanza per poter votare, e che a oggi non ha i numeri necessari per passare al Senato. Ha poi dovuto difendersi dall’accusa di non essere abbastanza contraria all’aborto: il sito Daily Beast ha infatti scoperto che l’unica donazione politica riconducibile a Graham è di 100 dollari all’allora senatrice statale Katrina Shealy, che combatteva contro il divieto totale di aborto nella Carolina del Sud. Darline si è difesa riaffermando la sua contrarietà all’interruzione di gravidanza e promettendo di proteggere “la sacralità della vita umana a ogni stadio”.
Tra i repubblicani, non tutti sono convinti che questa operazione sia vincente, e non solo perché le sue idee sono sconosciute ai più. Negli ultimi tempi, infatti, la proiezione estera di Lindsey, che ha fatto sì che al suo funerale ci fossero due capi di Stato come Netanyahu e il presidente ucraino Zelensky, non era per nulla apprezzata dalla base conservatrice del suo stato. Nella primaria svoltasi da poco, infatti, nonostante avesse il supporto di tutta la leadership, Trump compreso, non era riuscito a raggiungere il 60 per cento delle preferenze. Inoltre, la sua discesa in campo non ha scoraggiato gli altri candidati: sono in molti a volere quel seggio, e tutti si definiscono supporter del presidente, in una paradossale sfida tra “guerrieri Maga” che non hanno ottenuto l’endorsement di Trump. I senatori stessi non hanno scelto un candidato univoco: il leader John Thune ha fatto sapere che resterà fuori dalla sfida, mentre i senatori Rick Scott e Mike Lee, ora colleghi di Darline Graham, hanno affermato che alla primaria che si svolgerà l’11 agosto sosterranno il deputato Ralph Norman.