Safe, l’Italia resta “pienamente a bordo” del progetto

Dopo settimane di discussioni interne al governo e pressioni da parte di Bruxelles, la Commissione ha ricevuto delle "rassicurazioni" sulla partecipazione italiana. Resta ancora da definire l'ammontare del prestito

25 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 18:22
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Foto ANSA

Dopo settimane di visibile incertezza e forti tensioni sulla spesa per la difesa, l'Italia si prepara a utilizzare una “larga maggioranza” dei 14,9 miliardi di euro di prestiti inizialmente prenotati del Safe, lo strumento Ue per gli acquisti militari. Non c’è ancora una cifra esatta, dal momento che il contratto tra Roma e Bruxelles non è stato firmato, ma per la Commissione europea, le “rassicurazioni” ricevute dal governo italiano sono sufficienti per affermare che Roma resta “pienamente a bordo” del progetto europeo di difesa.
Il Safe, programma da 150 miliardi di euro complessivi, aveva sollevato diverse questioni tra le fila del governo Meloni nel corso delle ultime settimane: il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva inizialmente comunicato l'intenzione italiana di utilizzare tutti i 14,9 miliardi richiesti, salvo poi precisare che la somma rappresentava il massimo “prenotato”, mentre la decisione sull'importo effettivo sarebbe arrivata entro la fine dell’anno. In questa circostanza è emersa una vera e propria spaccatura tra i partiti di Meloni e Tajani e la Lega, fortemente contraria a un aumento della spesa militare.
A fine luglio era stata poi la stessa Commissione a sollecitare Roma per una maggiore chiarezza, avvertendo che dicembre non rappresentava una tempistica compatibile con la necessità di recuperare e riallocare agli altri Stati membri le somme eventualmente non utilizzate. Tra i potenziali destinatari interessati spicca la Polonia, già prima beneficiaria del Safe con circa 43 miliardi di euro.
Nell'ultimo mese, si è appreso in giornata, il confronto tra Roma e Bruxelles ha invece fatto dei significativi passi avanti: “La Commissione ha avuto scambi con l'Italia su due punti: sull'importo finale che l'Italia potrebbe prendere e sui tempi della decisione”, ha spiegato il portavoce dell'esecutivo europeo Thomas Regnier, concludendo che “L'Italia rimane pienamente impegnata nella difesa europea e in questo progetto”.
Il finanziamento della difesa domina il dibattito politico da settimane, intrecciandosi anche con il confronto sulla decisione di attivare o meno la clausola nazionale di salvaguardia per la spesa militare. L'Italia ha nel frattempo annunciato l'intenzione di attivare le deroghe al Patto per le spese nell'energia e si attende che invii a Bruxelles la richiesta formale.