Sahra Wagenknecht si assottiglia e cerca l’abbraccio dell’AfD

Il Bsw non esclude di appoggiare gli ultranazionalisti nelle elezioni a Magdeburgo. Secondo l'ex capogruppo di Die Linke, al paese "Serve un nuovo inizio"

21 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 11:29
Immagine di Sahra Wagenknecht si assottiglia e cerca l’abbraccio dell’AfD

Foto ANSA

Berlino. I primi ammiccamenti c’erano stati già nel 2024. A gennaio di quell’anno Sahra Wagenknecht, formalizzò la sua uscita (molto annunciata) dalla Linke, il partito social-comunista tedesco storicamente forte nei Länder orientali, per fondare un partito a propria immagine e somiglianza. Nacque così l’Alleanza Sahra Wagenknecht-Ragione e Giustizia o più semplicemente il Bsw. Socialista ma nazionalista, poco incline ad accogliere profughi e stranieri – “Prima i tedeschi (poveri)” – filorussa e novax, Frau Wagenknecht aveva subito suscitato la curiosità dell’AfD che si vedeva all’improvviso insidiata da sinistra. Per un paio di anni l’ex capogruppo della Linke al Bundestag ha resistito alle sirene sovraniste, procedendo per la propria strada: alle europee di giugno 2024 il neonato partito rossobruno prese il 6,4 per cento e sei eurodeputati, considerati, però, troppo di destra per essere ammessi al gruppo The Left a Strasburgo. A settembre 2024 il botto: il Bsw è il terzo partito in Sassonia, Turingia e in Brandeburgo con risultati a due cifre. Il partito manca invece per un soffio l’ingresso al Bundestag a febbraio 2025, restando appena al di sotto della soglia di sbarramento del 5 per cento.
Oggi però è di nuovo tempo di elezioni all’est con il voto a settembre prima in Sassonia-Anhalt e poi a Berlino e in Meclemburgo, e la pasionaria della sinistra tedesca torna a far parlare di sé, oscillando verso destra. Da un comizio a Dessau, in Anhalt, Frau Wagenknecht ha definito il cordone sanitario steso attorno all’AfD “un’idiozia”. Perché al paese serve “un nuovo inizio” e “nessuno vuole un altro premier regionale della Cdu”. Il Bsw non esclude di appoggiare l’AfD a Magdeburgo. Un’ipotesi di scuola visto che, sondaggi alla mano, con il 4 per cento oggi non supererebbe la soglia di sbarramento neppure al Parlamento regionale. Le sue parole sono però bastate a mandare il partito in subbuglio: “Sahra Wagenknecht ha superato un limite”, ha dichiarato da Erfurt la vicepremier della Turingia, Katja Wolf. Leader regionale del Bsw, ossia dell’alleanza che porta proprio le iniziali di Sahra Wagenknecht, Wolf le ha ricordato che l’AfD è un partito “altamente pericoloso”, che “non fa politica per la gente comune” e agisce in modo “razzista e misogino”. Non è certo a caso che proprio a Erfurt il Bsw abbia acconsentito a dicembre del 2024 a entrare in coalizione con cristiano democratici e socialdemocratici (dando vita alla prima alleanza “mora” nera-rosso-viola di Germania): l’idea era quella di lasciare l’AfD alla porta. Un progetto che un anno e mezzo dopo Wagenknecht getta alle ortiche, non escludendo, questa la vera novità, che il candidato di punta della destra estrema, Ulrich Siegmund, possa diventare premier regionale alla terza votazione, quando in aula a Magdeburgo basterà la maggioranza semplice per arrivare al potere. La massima leader del Bsw dice in sostanza “no” all’ammucchiata degli altri partiti ipotizzata sui giornali per bloccare una volta ancora la destra estrema.
La sua apertura all’AfD contiene, in linea teorica, dei semi di democrazia: come già segnalato dall’ex vicecancelliere socialdemocratico Sigmar Gabriel, limitarsi a suonare l’allarme antinazista non può essere l’unica soluzione per affrontare la crescita di un partito che ha il 40 per cento all’est e quasi il 30 su scala nazionale. Sahra Wagenknecht, però, non ne fa una questione di principio: il punto è che il Bsw e l’AfD si assomigliano tanto.