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Alternative e opportunità europee per la difesa antimissile di Kyiv
La crescente inaffidabilità di Washington come partner strategico ha costretto sia l'Ucraina che i paesi Ue a spingere sull'acceleratore per trovare soluzioni alternative. Potrebbe rivelarsi un bene
18 AGO 26

Foto ANSA
Da alcune settimane le capacità di difesa antimissilistica dell’Ucraina sono al centro dell’attenzione. La pressione esercitata dagli attacchi balistici russi, da un lato, e la diminuzione delle scorte americane a causa della guerra in Iran, hanno provocato una rarefazione della disponibilità di missili intercettori per le 17 batterie di Patriot attualmente schierate in Ucraina. Ciò spiega perché il presidente Zelensky abbia recentemente lanciato un appello ai paesi occidentali per potere usufruire di una parte delle loro scorte (per esempio in paesi come la Grecia o la Spagna). Il sistema americano sembra in crisi, incapace di garantire sicurezza ai propri partner, e sussistono dubbi sull’affidabilità politica della presidenza, che esprime una posizione altalenante sulla possibilità di concedere all’Ucraina una licenza di produzione degli intercettori Patriot. Per fronteggiare questa situazione, sono in corso varie iniziative volte a colmare le necessità della protezione dello spazio aereo ucraino, dall’ammodernamento di sistemi S-300 fino allo sviluppo di un sistema autoctono di difesa missilistica da parte dell’azienda Fire Point. Da questo punto di vista, va rilevato che è stata recentemente annunciata la creazione del consorzio europeo Blixem Exo (con Safran, MBDA, Airbus, Thales e la svizzera Destinus), il cui obiettivo è fornire un nuovo sistema di intercettazione di missili a media gittata. Non esistono alternative immediate per colmare il vuoto statunitense, una situazione estremamente dolorosa per l’Ucraina. Tuttavia, questo stallo sta spingendo gli attori europei a muoversi, anche considerando le possibilità finanziarie offerte dal prestito di 90 miliardi concesso dall’Ue per sostenere Kyiv, uno strumento fondamentale.
Durante l’ultima riunione della “coalizione dei volenterosi” a Parigi del 13 luglio, è stata annunciata la fornitura a Kyiv di quattro batterie del sistema antimissilistico franco-italiano SAMP/T di nuova generazione, le cui prestazioni sono paragonabili, se non superiori, a quelle del Patriot. E’ stata inoltre prevista la produzione su licenza dei missili Aster 30, destinati ad alimentare questi sistemi. Sembra che la Francia stia per inviare immediatamente due sistemi SAMP/T “classici”, che si aggiungeranno ai sistemi già dispiegati e verranno poi restituiti non appena quelli di nuova generazione (NG) verranno consegnati all’Ucraina. L’uso di questi sistemi nel contesto del conflitto rappresenta un banco di prova di notevole importanza per la difesa missilistica europea. Alcune fonti indicano che un sistema NG sarebbe già in fase di test da alcune settimane da parte degli ucraini. Si tratta anche di un’opportunità commerciale, visto che la guerra in Iran ha creato un’impennata nella domanda di sistemi di difesa antimissilistici, mentre le capacità di produzione americane sembrano particolarmente intasate. Il presidente di Thales, Patrice Caine, ha recentemente messo in evidenza la capacità di offrire ai clienti sistemi SAMP/T NG già a partire dal 2028. Questa logica di opportunità commerciale si ritrova nella promozione, da parte italiana, del sistema di difesa aerea e missilistica Leonardo “Michelangelo Dome”, che si presenta ormai come integrato con la componente antimissilistica SAMP/T di MBDA e che verrà dimostrato in Ucraina in autunno. Fino a pochi anni fa, il sistema SAMP/T era un gioiello bilaterale ad uso esclusivo delle proprie forze armate. Ora, invece, rappresenta una vera opportunità industriale derivante dalla necessità strategica, una tendenza confermata da un primo ordine da parte danese ad aprile, ma anche dall’interesse di ulteriori paesi come la Svizzera. C’è un’accelerazione in corso.
Durante l’ultimo consiglio di difesa franco-tedesco, tenutosi il 17 luglio scorso, la Francia ha presentato un’offerta di collaborazione con la Germania sul sistema SAMP/T NG. Lo scenario di un accordo con la Germania, o addirittura di un potenziale ingresso tedesco nel consorzio di produzione, rappresenterebbe un passo notevole. Questo illustra, prima di tutto, il cambiamento di percezione del quadro strategico: fino a poco tempo fa, Berlino non deviava dalla sua fedeltà ai sistemi americani. Oggi, l’inaffidabilità politica e industriale statunitense apre spazi che, fino a poco tempo fa, sembravano del tutto chiusi. Inoltre, un accordo con i tedeschi, già presenti nella compagine di MBDA sia tramite l’azionista Airbus che attraverso una controllata tedesca, aprirebbe una nuova logica europea e offrirebbe un rilancio della cooperazione franco-tedesca, opportuno dopo il fallimento del caccia di sesta generazione Fcas. Questa logica andrebbe poi a confortare un rapporto italo-tedesco già contrassegnato dal sodalizio tra Leonardo e Rheinmetall. L’azienda Mbda, i cui azionisti sono BAE Systems, Airbus e Leonardo, si trova quindi al centro di questo rinnovamento delle capacità europee, una posizione ulteriormente rafforzata dalla natura bilaterale del programma SAMP/T. Tra l’altro, va rilevato che le forze armate francesi e italiane hanno entrambe ordinato 8 sistemi SAMP/T di nuova generazione, un impegno paritario dal forte valore simbolico. La crescita di queste iniziative costituisce dunque un gioco di forte valore aggiunto a beneficio di tutti. Tuttavia, ci sono anche delle differenze: Thales ha sviluppato un proprio sistema di difesa aerea e missilistica attorno al nuovo radar Ground Fire 300, integrando il SAMP/T, un’operazione replicata da Leonardo, che nel “Michelangelo Dome” propone un proprio radar. Questi sono aspetti non solo legittimi, ma spesso opportuni per assicurare l’auspicabile ridondanza di sistemi critici. Del resto, Thales e la parte elettronica di difesa di Leonardo sono aziende che hanno sempre avuto relazioni piuttosto buone e che, per esempio, si ritrovano come co-azioniste della società romana Elettronica (ELT) Group. E’ quindi in corso una dinamica europea interessante, un intreccio di cooperazione e concorrenza, che sembra in grado di segnare passi importanti per la conquista di maggiore autonomia strategica, mobilitando le varie basi industriali.