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l'editoriale dell'elefantino •
Evviva Anthony Fauci, attaccato oggi dai poliziotti del libero pensiero
L'immunologo affrontò con saggezza il Covid, fu per anni il badante di Trump, quello che limitava i danni delle isteriche campagne no vax come poteva e doveva e sapeva. Insomma, un benefattore dell’umanità. Evviva il suo sorriso e i suoi difetti
8 AGO 26

Foto ANSA
Anthony Fauci, immunologo, è il dottore dei dottori, e un tipo eroico, da Nobel, come fu il nostro esimio Locatelli durante la pandemia. La sua faccia italiana, nonna materna di Atripalda, la piccola patria meridionale di Sabino Cassese, è un medaglione che ispira fiducia e simpatia, ha un tratto di ironica bonomia che attrae, vi si riflette senza boria la famosa vita spesa al servizio degli altri. Per decenni, a partire dagli anni Ottanta di Reagan, superconsulente del potere in fatto di medicina infettiva, di cui è un esperto mondiale, affrontò l’infezione da Covid come poteva e sapeva, con saggezza, fiducia nei vaccini, tenendo a bada l’increscioso primo Trump (il secondo è la farsa tragica che riproduce la tragedia farsesca d’antan) quando suggeriva di bersi per guarire una specie di varechina, la idrossiclorochina, buona per l’artrite reumatoide ma impotente contro l’infezione da Covid-19. Fauci fu per anni il badante di Trump, quello che limitava i danni delle isteriche campagne no vax come poteva e doveva e sapeva. Insomma, un benefattore dell’umanità, come si è visto poi dall’esito della pandemia, uno che intendeva evitare i danni maggiori della febbre infettiva dilagante. Si comportò con eleganza, calma, un tratto di comprensione, equilibrio politico e istituzionale, senza strafare e senza esondare dai suoi compiti, dal suo ruolo cruciale.
Il senatore libertario Rand Paul, uno che si intrattiene con la propria idea di libertà alla corte di Trump e di Kennedy jr., altro soggetto patibolare, vorrebbe mandare in galera Fauci, cosa possibile in un paese in cui i governatori e politici e tecnici vaccinisti sono stati oggetto di tentativi di assassinio e sequestro. Gli imputa di non aver risposto al Senato, che lo inquisiva, perfino sul colore della cravatta che indossava, secondo il Quinto emendamento costituzionale Usa che protegge il cittadino dall’autoincriminazione e gli consente di tacere se interrogato, perché gli inquirenti sono tenuti a trovare le prove e tu non sei obbligato a dar loro manforte. I libertari possono essere come il compianto Aldo Canovari, fondatore di Liberilibri, caratteri adamantini ma dolci e dialoganti, sebbene mai remissivi. Oppure poliziotti del liberopensiero, trascinati nel losco dall’istinto dogmatico. Rand Paul, presidente della commissione senatoriale che voleva la testa di Fauci, è di questa seconda categoria. Non avrà la sua testa, perché l’italianissimo eroe americano lo ha deriso con il silenzio, e per condannarlo per oltraggio servono 60 voti che Paul e i repubblicani non hanno. Biden inoltre ha concesso a Fauci un’ampia immunità presidenziale, quando ha lasciato la Casa Bianca, riscattando l’istituto della grazia usato poi da Trump per proteggere e premiare gli assalitori ai suoi ordini del Campidoglio del 6 gennaio 2021. Quando scoppiò l’epidemia di Aids, l’attivista Lgbtq Larry Kramer diede a Fauci dell’incompetente e dell’idiota. Poi si pentì, e diventò suo amico.
Il mondo è pieno di amici di Fauci, per fortuna. Raro trovare qualcuno che prova a darti una mano, quando ne hai bisogno. Saperlo riconoscere è una virtù. Montaigne ce l’aveva su con i medici, che certo non sono onnipotenti, in un’epoca in cui si viveva in media poco e male. Nella sua meravigliosa mentalità scettica, nella sua salute intellettuale e morale, comprensibile. Noi dobbiamo essere più modesti, prenderla più bassa. Tutelare il diritto a essere persone speciali, impeccabili nell’agire umanitario, quello vero, è nell’interesse di tutti e di ciascuno. Evviva Anthony Fauci, con il suo sorriso e i suoi difetti.
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Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.
