Evviva Anthony Fauci, attaccato oggi dai poliziotti del libero pensiero

L'immunologo affrontò con saggezza il Covid, fu per anni il badante di Trump, quello che limitava i danni delle isteriche campagne no vax come poteva e doveva e sapeva. Insomma, un benefattore dell’umanità. Evviva il suo sorriso e i suoi difetti

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Foto ANSA

Anthony Fauci, immunologo, è il dottore dei dottori, e un tipo eroico, da Nobel, come fu il nostro esimio Locatelli durante la pandemia. La sua faccia italiana, nonna materna di Atripalda, la piccola patria meridionale di Sabino Cassese, è un medaglione che ispira fiducia e simpatia, ha un tratto di ironica bonomia che attrae, vi si riflette senza boria la famosa vita spesa al servizio degli altri. Per decenni, a partire dagli anni Ottanta di Reagan, superconsulente del potere in fatto di medicina infettiva, di cui è un esperto mondiale, affrontò l’infezione da Covid come poteva e sapeva, con saggezza, fiducia nei vaccini, tenendo a bada l’increscioso primo Trump (il secondo è la farsa tragica che riproduce la tragedia farsesca d’antan) quando suggeriva di bersi per guarire una specie di varechina, la idrossiclorochina, buona per l’artrite reumatoide ma impotente contro l’infezione da Covid-19. Fauci fu per anni il badante di Trump, quello che limitava i danni delle isteriche campagne no vax come poteva e doveva e sapeva. Insomma, un benefattore dell’umanità, come si è visto poi dall’esito della pandemia, uno che intendeva evitare i danni maggiori della febbre infettiva dilagante. Si comportò con eleganza, calma, un tratto di comprensione, equilibrio politico e istituzionale, senza strafare e senza esondare dai suoi compiti, dal suo ruolo cruciale.
Il senatore libertario Rand Paul, uno che si intrattiene con la propria idea di libertà alla corte di Trump e di Kennedy jr., altro soggetto patibolare, vorrebbe mandare in galera Fauci, cosa possibile in un paese in cui i governatori e politici e tecnici vaccinisti sono stati oggetto di tentativi di assassinio e sequestro. Gli imputa di non aver risposto al Senato, che lo inquisiva, perfino sul colore della cravatta che indossava, secondo il Quinto emendamento costituzionale Usa che protegge il cittadino dall’autoincriminazione e gli consente di tacere se interrogato, perché gli inquirenti sono tenuti a trovare le prove e tu non sei obbligato a dar loro manforte. I libertari possono essere come il compianto Aldo Canovari, fondatore di Liberilibri, caratteri adamantini ma dolci e dialoganti, sebbene mai remissivi. Oppure poliziotti del liberopensiero, trascinati nel losco dall’istinto dogmatico. Rand Paul, presidente della commissione senatoriale che voleva la testa di Fauci, è di questa seconda categoria. Non avrà la sua testa, perché l’italianissimo eroe americano lo ha deriso con il silenzio, e per condannarlo per oltraggio servono 60 voti che Paul e i repubblicani non hanno. Biden inoltre ha concesso a Fauci un’ampia immunità presidenziale, quando ha lasciato la Casa Bianca, riscattando l’istituto della grazia usato poi da Trump per proteggere e premiare gli assalitori ai suoi ordini del Campidoglio del 6 gennaio 2021. Quando scoppiò l’epidemia di Aids, l’attivista Lgbtq Larry Kramer diede a Fauci dell’incompetente e dell’idiota. Poi si pentì, e diventò suo amico.
Il mondo è pieno di amici di Fauci, per fortuna. Raro trovare qualcuno che prova a darti una mano, quando ne hai bisogno. Saperlo riconoscere è una virtù. Montaigne ce l’aveva su con i medici, che certo non sono onnipotenti, in un’epoca in cui si viveva in media poco e male. Nella sua meravigliosa mentalità scettica, nella sua salute intellettuale e morale, comprensibile. Noi dobbiamo essere più modesti, prenderla più bassa. Tutelare il diritto a essere persone speciali, impeccabili nell’agire umanitario, quello vero, è nell’interesse di tutti e di ciascuno. Evviva Anthony Fauci, con il suo sorriso e i suoi difetti.