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La vittoria di El Sayed in Michigan può diventare una trappola per i democratici
Il candidato radicale si è imposto di misura nelle primarie contro la rivale Gretchen Whitmer. Adesso i moderati temono per lo scontro elettorale che potrebbe consegnare ai repubblicani un seggio decisivo
6 AGO 26

Foto LaPresse
Alla fine è arrivata la vittoria che l’establishment democratico americano temeva. Ma è arrivata sul filo. Abdul El Sayed ha battuto Haley Stevens nelle primarie senatoriali del Michigan per un punto scarso: 48,5 contro 47,5 per cento, con la vittoria dichiarata dopo molte ore di incertezza. “La forza dei molti vale più dei loro soldi”, ha detto lui dal palco di Detroit. I soldi erano tanti, e quasi tutti contro El Sayed: circa 65 milioni di dollari di spesa esterna, con l’Aipac schierata per la rivale e la governatrice Gretchen Whitmer scesa in campo all’ultimo per fermarlo. El Sayed li ha superati: è il volto della nuova sinistra, quella socialista di Sanders, Ocasio-Cortez e del sindaco di New York Mamdani. Egiziano-americano, 41 anni, epidemiologo con un curriculum da sogno americano, si candida su Medicare per tutti, tasse ai ricchi e una linea durissima su Israele. Se vince a novembre sarà il primo senatore musulmano della storia.
Il Michigan contava perché è uno dei quattro seggi in bilico da cui dipende il controllo del Senato negli ultimi due anni di Trump. E perché queste primarie erano il test nazionale sulla svolta a sinistra del partito. Il responso è stato ambiguo. Ha vinto l’ala socialista, sì. Ma i sondaggi la davano avanti di quindici punti, e alla fine ne ha raccolto uno. L’affluenza democratica ha battuto ogni record, eppure quel margine risicato racconta un elettorato che flirta con la rivoluzione senza esserne convinto fino in fondo. Ora la palla passa a novembre, contro il repubblicano Mike Rogers, che nel 2024 ha perso per meno di ventimila voti la corsa al Senato contro Elissa Slotkin. I moderati lo avvertono da mesi: El Sayed è il candidato che i repubblicani sognano di affrontare. Se avranno ragione, i democratici non manterranno un seggio decisivo per ambire alla maggioranza al Senato. Se invece El Sayed vince, i democratici si metteranno nei guai per il 2028, convincendosi che la ricetta socialista possa portarli alla Casa Bianca.