Zero missili di Putin intercettati: l'Ucraina non ha più una difesa antibalistica

In 45 minuti sono stati lanciati 24 Iskander e 4 Zircon su Kyiv. Ma il paese si prepara all'inverno, anche con l'operazione diplomatica per costringere Mosca alla pace. "Continueremo", ci dice Budanov, capo dell'Ufficio del presidente Zelensky

5 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 17:20
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Foto LaPresse

KyivNeanche un missile balistico russo è stato intercettato dai militari ucraini nella notte tra il 4 e il 5 agosto. In 45 minuti la Russia, ha lanciato su Kyiv e sull'oblast di Kyiv 24 missili balistici Iskander-M e 4 missili antinave Zircon. Sono stati colpiti i depositi logistici di alcune aziende ucraine (l'operatore postale, un ipermercato di materiali edili, un rivenditore online) e una stazione ferroviaria. Sono morte 17 persone. "Gli intercettori balistici avrebbero potuto salvare la vita di chi è morto oggi", ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Ma Kyiv non ha più missili antibalistici a disposizione.
L'attacco su Kyiv è arrivato subito dopo la scadenza dei quaranta giorni dell'operazione ucraina per costringere Vladimir Putin alla pace: Zelensky l'aveva approvata il 25 giugno, prevedeva attacchi a medio e lungo raggio contro la Russia e i territori occupati. Dal primo al 27 luglio, le unità che si occupano dei droni hanno colpito 124 impianti energetici in Crimea, nel tentativo di spezzare la logistica dell'esercito russo sulla penisola. Secondo i dati del Servizio di sicurezza, durante l'operazione le forze di difesa ucraine hanno realizzato oltre 100 attacchi andati a segno contro obiettivi russi strategicamente importanti (basi aeree, posti di comando, navi militari, raffinerie di petrolio).
In tutta la Russia hanno preso fuoco anche i magazzini di Wildberries, il più grande rivenditore online del paese. Ma questo non ha spinto il Cremlino verso la pace. Il 4 agosto Zelensky ha prorogato l'operazione a tempo indeterminato, approvando un nuovo elenco di obiettivi da colpire. Il giorno prima, il 3 agosto, nell'edificio dell'Accademia diplomatica in piazza Mykhailivska a Kyiv, si sono riuniti gli ambasciatori ucraini arrivati da tutto il mondo. Ogni anno il ministero degli Esteri ucraino organizza l'incontro dei diplomatici con Zelensky e con la leadership politica e militare del paese. "Continueremo" l'operazione, ha detto al Foglio Kyrylo Budanov, capo dell'Ufficio del presidente, al termine del suo intervento al forum: "Non fissatevi sulle date, 40 giorni, 100 giorni: quello che conta è il risultato", ha detto. Per costringere la Russia alla pace, secondo lui, gli ucraini devono restare forti e mantenere l'unità interna. Allo stesso tempo, Budanov ritiene che il Cremlino creda ancora, per ora, di poter raggiungere i propri obiettivi con le armi. "È una convinzione sbagliata. Dal punto di vista strategico la guerra è ormai da tempo in un vicolo cieco", dice. L'Ucraina, dal canto suo, continua a volere negoziati di pace, ma la fase attiva è al momento ferma, constata il capo dell'Ufficio del presidente.
"Finché la guerra non finisce, gli sforzi diplomatici non bastano", ha dichiarato Andrii Sybiha, ministro degli Esteri, aprendo il forum. Ha esortato gli ambasciatori a un impegno ancora maggiore nei paesi in cui rappresentano l'Ucraina, e sebbene le parole "diplomazia" e "negoziati" siano risuonate più volte durante la giornata, gli alti funzionari ucraini hanno parlato soprattutto dei problemi concreti dei prossimi mesi: la preparazione del sistema energetico per l'inverno, le difficoltà nell'esportazione dei prodotti agricoli ucraini e la mancanza di missili per la difesa antiaerea. "Quest'anno l'inverno è una priorità evidente per tutti", ha detto Zelensky. Il compito chiave che il presidente affida agli ambasciatori è favorire al massimo la comunicazione tra i partner e il governo: "Il primo ministro e ogni diplomatico devono avere un elenco chiaro di ciò di cui l'Ucraina ha bisogno: missili per la difesa antiaerea, armi, sostegno energetico".
Per la prima volta è intervenuto anche Serhiy Koretsky, il nuovo primo ministro ucraino. Secondo lui, il Fondo di sostegno energetico dell'Ucraina ha già raccolto oltre 2 miliardi di euro. Ma per prepararsi all'inverno servono altri 650 milioni: "Per questo il ritmo della mobilitazione del sostegno non può rallentare", ha detto, "quest'inverno sarà oggettivamente difficile". Denys Shmyhal, ministro dell'Energia ucraino, ha invece parlato delle sfide per il settore energetico con gli ambasciatori a porte chiuse, senza la presenza della stampa.
Il 31 luglio, in un'intervista a Fox News, Marco Rubio, segretario di stato americano, ha dichiarato che Washington cercherà a breve di far ripartire i negoziati tra Russia e Ucraina. Secondo lui, entrambi i paesi hanno delle "linee rosse" che non sono disposti a oltrepassare. "Ciononostante siamo pronti ad agire, e il presidente Trump ha detto alla sua squadra: se vedete un'opportunità per essere la forza che dà slancio ai negoziati di pace, prendiamola", ha raccontato Rubio. Nelle prossime settimane a Kyiv si attende l'arrivo dei negoziatori americani, Steve Witkoff e Jared Kushner. Sarebbe la loro prima visita in Ucraina. Ma una data confermata del viaggio non c'è ancora, riferisce al Foglio un membro della squadra di Zelensky. Il presidente continua a credere nella forza della diplomazia, nonostante l'assenza di qualsiasi segnale da parte russa di un reale interesse. "Quando Mosca non vuole, Washington e Pechino possono fare in modo che la Russia voglia" porre fine alla guerra, ha detto convinto.