Così la marina italiana (con Irini) ha abbordato una nave della flotta ombra russa

L'intercettazione è avvenuta domenica mattina a largo dell'isola di Pantelleria. La petroliera batteva bandiera camerunense. Crosetto: "L'operazione dimostra il contributo dell’Italia alla sicurezza del Mediterraneo e all’azione dell’Unione europea”

3 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 09:50

Foto ANSA

La nave della marina italiana Thaon di Revel, ammiraglia della missione Eunavfor Med – Operazione Irini, ha abbordato ieri mattina la petroliera Toa Payoh a largo di Pantelleria. Il cargo, dichiarante bandiera camerunense, era sottoposto a sanzioni dell’Unione europea in quanto appartenente alla flotta ombra russa. La nave era partita dal porto di Cotonou, in Benin, e diretta a Istanbul. Secondo il ministero della Difesa, l’equipaggio della Toa Payoh non si è mostrato collaborativo in un primo momento, quindi i militari sono saliti a bordo con un elicottero decollato dalla loro imbarcazione, con il supporto di nave greca e di un elicottero militare polacco.
L’operazione si è svolta nel rispetto dell’articolo 110 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Unclos), che consente a una nave militare, in presenza delle condizioni previste, di procedere alle verifiche necessarie sulla nazionalità di un mercantile e sulla bandiera che è autorizzato a battere, anche se in acque internazionali. I controlli sono durati circa due ore e si sono conclusi regolarmente e in piena sicurezza.
Al momento sono in corso le verifiche sulla documentazione acquisita. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso soddisfazione per lo svolgimento dell’operazione, commentando: “Desidero complimentarmi con il personale di Nave Thaon di Revel e con tutti i militari coinvolti nell’operazione per la professionalità, la preparazione e la fermezza dimostrate. Anche questa attività testimonia concretamente il contributo dell’Italia alla sicurezza del Mediterraneo e all’azione dell’Unione europea”. Poi si è espresso anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani da La Versiliana, dichiarando: “Noi lavoriamo per la pace, per farlo bisogna spingere Putin a sedersi a un tavolo e a più miti consigli”.
Si tratta della seconda intercettazione di una nave della flotta ombra russa nel Mediterraneo in due settimane, dopo il caso della MV North Star dello scorso 22 luglio.
A giugno era stata la Marina militare francese a sequestrare una petroliera sospettata di fare parte della flotta ombra russa a sud della Sicilia. Anche in questo caso, come ieri a Pantelleria, l’operazione ha visto la partecipazione di Irini, la missione europea nata originariamente per sorvegliare sull’embargo delle armi in Libia.
I due episodi mostrano come siano cambiate le priorità della missione europea. Come abbiamo scritto qui, l’attenzione della missione si è allargata all’individuazione della flotta ombra russa nel Mediterraneo. Un cambio di priorità testimoniato dal fatto che da diverso tempo i francesi hanno revocato la propria disponibilità a concedere il porto di Marsiglia come punto di sbarco fisso per stipare il materiale diretto in Libia e confiscato, mettendolo invece a disposizione per ormeggiare le navi russe sequestrate. Le priorità strategiche dell’Ue sono mutate: prima viene la guerra alla Russia, poi tutto il resto.  
L’operazione ha visto la partecipazione anche della Marina britannica e di Irini, la missione europea nata originariamente per sorvegliare sull’embargo delle armi in Libia. Nell’ultimo anno, tuttavia, l’attenzione della missione si è allargata all’individuazione della flotta ombra russa nel Mediterraneo. Un cambio di priorità testimoniato dal fatto che da diverso tempo i francesi hanno revocato la propria disponibilità a concedere il porto di Marsiglia come punto di sbarco fisso per stipare il materiale diretto in Libia e confiscato, mettendolo invece a disposizione per ormeggiare le navi russe sequestrate. Le priorità strategiche dell’Ue sono mutate: prima viene la guerra alla Russia, poi tutto il resto.