La Francia (con l’aiuto di Irini) non dà tregua alla flotta ombra

La nave Deliver, sospettata di trasportare greggio russo aggirando le restrizioni internazionali con una bandiera camerunense irregolare, è stata fermata a sud della Sicilia da un’operazione congiunta francese, britannica ed europea. Un segnale della nuova priorità strategica dell’Unione

25 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 18:04
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Oggi, a sud della Sicilia, la Marina militare francese ha sequestrato una petroliera sospettata di fare parte della flotta ombra russa contrabbandando greggio in violazione delle sanzioni internazionali. La Deliver, questo è il nome della nave, era partita dal porto russo di Primorsk, nel Baltico, ed era diretta a Singapore. Ma oltre alla rotta “particolare”, ad attirare l’attenzione dei francesi è stata la bandiera camerunense della nave e che sarebbe finta. Alcune settimane fa, lo stato africano aveva pubblicato una lista di navi cargo depennate dai propri registri perché sospettate di partecipare in attività illecite e la Deliver era fra queste. Il Diritto internazionale, all’articolo 110 della Convenzione Unclos, dà alle navi militari l’autorità di intervenire nel caso in cui la bandiera di una nave sia sospettata fraudolenta.
“L’Europa è determinata”, ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron per annunciare il sequestro. Un impegno, quello di Parigi contro i russi, testimoniato dai nove sequestri che hanno compiuto dall’inizio dell’anno. Numeri importanti ma assolutamente insufficienti per arginare il fenomeno – si stima che oggi siano attive oltre mille navi usate dai russi per aggirare le sanzioni. Ora la Deliver è in navigazione scortata verso un porto in cui si approfondiranno le indagini ed è qui che si apre un altro tema.
L’operazione ha visto la partecipazione anche della Marina britannica e di Irini, la missione europea nata originariamente per sorvegliare sull’embargo delle armi in Libia. Nell’ultimo anno, tuttavia, l’attenzione della missione si è allargata all’individuazione della flotta ombra russa nel Mediterraneo. Un cambio di priorità testimoniato dal fatto che da diverso tempo i francesi hanno revocato la propria disponibilità a concedere il porto di Marsiglia come punto di sbarco fisso per stipare il materiale diretto in Libia e confiscato, mettendolo invece a disposizione per ormeggiare le navi russe sequestrate. Le priorità strategiche dell’Ue sono mutate: prima viene la guerra alla Russia, poi tutto il resto.