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prove di disarmo •
Siria: si riaccendono le tensioni tra Sdf e leader tribali arabi
Anche se l'intesa tra il governo centrale di Damasco e le forze a guida curda sembra ormai imminente, la situazione nella provincia nord orientale di Hasakah solleva preoccupazioni
31 LUG 26

Foto ANSA
Istanbul. La scorsa settimana, alcune “tende di guerra” allestite nella regione siriana ricca di petrolio di Hasakah, nel nord-est del paese, hanno destato preoccupazione per possibili violenze in un’area che ospita gli ultimi grandi centri di detenzione della Siria per cittadini stranieri accusati di legami con il gruppo Stato islamico (Is), oltre a essere una zona contesa da decenni tra tribù arabe e fazioni curde. Il campo di Roj, situato a circa 15 chilometri dal confine siriano con l’Iraq, ospita ancora centinaia di famiglie di presunti combattenti dello Stato islamico.
Le tende, allestite da alcuni leader tribali arabi e combattenti il 23 luglio scorso, hanno minacciato violenze qualora le loro richieste non fossero state soddisfatte, tra cui servizi migliori e la piena consegna dell’area al governo centrale. Sia la maggior parte degli arabi siriani che dei curdi desiderano una maggiore pace e prosperità, come hanno spesso ribadito fonti locali da quando l’attuale governo di Damasco ha preso il controllo della maggior parte del paese nel dicembre 2024, dopo la cacciata del regime di Assad. Da allora la Siria si è riaperta a gran parte del mondo. Il 25 luglio, António Guterres è diventato il primo capo delle Nazioni Unite dal 2009 – prima di una guerra che ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di sfollati – a visitare Damasco.
Le tribù arabe nel nordest della Siria hanno da tempo denunciato comportamenti discriminatori da parte delle Forze democratiche siriane (Sdf), a guida curda e sostenute dagli Stati Uniti, nei confronti degli arabi, oltre a presunti accaparramenti di terra e arresti arbitrari. Le tribù siriane sono in gran parte conservatrici e tendono a essere contrarie a una maggiore partecipazione delle donne nei processi decisionali e nelle forze armate, mentre le Sdf hanno a lungo fatto ampio uso sia di donne che di ragazze minorenni nei propri ranghi, anche in attacchi suicidi. Gran parte della leadership delle Sdf ha trascorso decenni nel Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), designato organizzazione terroristica da Stati Uniti, Unione europea e Turchia.
Le regioni a maggioranza araba di Deir Ezzor e Raqqa, in precedenza sotto il controllo delle Sdf, sono passate sotto il controllo del governo centrale da quando i combattenti arabi delle Sdf hanno defezionato in massa a gennaio, con i combattenti tribali arabi che hanno inizialmente messo in sicurezza le aree prima dell’arrivo delle forze del governo centrale. Gli arabi locali costituivano il grosso della truppa delle Sdf negli anni di lotta contro lo Stato islamico nel nordest della Siria, ma la maggior parte affermava di farlo per un salario e per rimanere nelle proprie zone d’origine, piuttosto che per un’affinità ideologica con le Sdf. L’unica regione ancora in gran parte sotto il controllo delle Sdf è Hasakah. Secondo Assyria Post, i curdi costituiscono la maggioranza solo in uno dei cinque distretti, con questa etnia che supera il 50 per cento della popolazione soltanto nel distretto più piccolo, al Malikiya, il più settentrionale e orientale.
Myles B. Caggins III, ceo di Words Warriors, una società di consulenza energetica e di sicurezza con operazioni in Siria, ha dichiarato al Foglio di essere stato di recente nella provincia di Hasakah, dove ha incontrato leader locali e cittadini comuni, tutti favorevoli a un’integrazione pacifica delle forze di sicurezza e a una transizione dei servizi dell’ex amministrazione autonoma verso il governo transitorio siriano, in riferimento all’attuale governo di Damasco. “Purtroppo alcuni agitatori hanno recentemente rilasciato dichiarazioni provocatorie e bellicose, minacciando violenze contro i curdi. Il ministero dell’Interno siriano ha rapidamente sedato la retorica e le tribù si sono adeguate”, ha affermato. Caggins è stato portavoce della coalizione internazionale anti Isis guidata dagli Stati Uniti nel 2019-2020, un incarico che ha incluso visite nel nordest della Siria sotto le Forze democratiche siriane, con cui ha costruito solidi rapporti. “Sul fronte economico, abbiamo visto la Syrian petroleum company e compagnie petrolifere internazionali, tra cui Hkn e Gulfsands, avviare le proprie attività a Hasakah. Le aziende straniere stanno assumendo una forza lavoro in maggioranza locale, e nel lungo periodo, nell’arco di cinque-dieci anni, il nordest della Siria diventerà prospero; gli Stati Uniti vogliono che la Siria abbia successo, e la rimozione della designazione della Siria come stato sponsor del terrorismo contribuirà ad attenuare le preoccupazioni di investitori e istituzioni finanziarie”, ha affermato.
Alcune fonti sui social media riferiscono che gli accordi tra il governo centrale di Damasco e le Sdf a guida curda per la consegna delle armi pesanti, compresi i carri armati, sono stati finalizzati e saranno attuati “entro una settimana”. Al Arabiya ha riportato che le Sdf si stanno preparando ad annunciare il proprio scioglimento ufficiale, forse all’inizio di agosto. Non è stata ancora rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale.