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Editoriali •
La crisi migratoria a Ceuta è una crisi europea. Fonti di Palazzo Chigi: "L'Italia valuta la sospensione di Schengen con la Spagna"
Migliaia di marocchini hanno attraversato in massa il confine, a piedi e a nuoto. L’enclave spagnola torna al centro dello scontro tra Madrid e Rabat

Foto LaPresse
La crisi migratoria a Ceuta, la città autonoma spagnola situata sulla costa settentrionale del Marocco, è arrivata a un picco drammatico. Verso mezzogiorno di oggi migliaia di marocchini hanno attraversato in massa il confine, a piedi e a nuoto, mentre la Guardia Civil e i soccorritori dell’area riuscivano ad assistere soltanto i feriti più gravi. Non si tratta di un episodio isolato. Già mercoledì veniva segnalata un’altra notte di attraversamenti di massa, e il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, aveva definito la situazione “di estrema gravità”. Nelle ultime due settimane di luglio sono passate illegalmente in Spagna circa 1.500 persone, con una media di 200 ingressi quotidiani. Il dato più drammatico riguarda le vittime: sono 60 corpi recuperati in mare negli ultimi dodici mesi.
Alla luce della crisi dei migranti a Ceuta, il governo italiano sta valutando la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi.
Nel pomeriggio l’Assemblea di Ceuta ha chiesto a Madrid lo stato di emergenza nazionale, un comando unificato, il rinforzo di polizia e Guardia Civil, il dispiegamento dell’esercito e persino la chiusura temporanea del valico di El Tarajal. Ma il governo di Pedro Sánchez ha respinto la richiesta, ritenendo che i flussi migratori non rientrino nei presupposti previsti dalla legge. Sánchez ha scritto sui social che questo “è il momento di costruire soluzioni, con responsabilità e cooperazione”. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska, sotto forte pressione politica, è atteso oggi nell’enclave per un sopralluogo, ma alla Moncloa nel frattempo si difende la cooperazione con l’esecutivo marocchino di Aziz Akhannouch, sostenendo che le forze di sicurezza di Rabat stiano bloccando numerosi tentativi di attraversamento.
Il precedente più citato è quello del maggio 2021, quando circa 8.000 persone entrarono a Ceuta in poco più di 36 ore, nel pieno di una crisi diplomatica tra Spagna e Marocco. A peggiorare la situazione potrebbe essere l’effetto di una recente sentenza della Corte suprema che limita i rimpatri immediati solo a chi supera le barriere fisiche del confine, non a chi arriva a nuoto.