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Nuovi dazi di Trump al Canada, una pistola sul tavolo delle trattative
Il presidente accusa il paese di avere discriminato automobili, alcolici e prodotti lattiero-caseari statunitensi. Ma per molti analisti si tratta di una mossa per fare pressione nelle trattative sull’Usmca, l’accordo commerciale tra Stati Uniti, Messico e Canada

Foto ANSA
Dopo averlo preannunciato su Truth con un post in cui lo presentava come una rappresaglia per il fumo degli incendi che dal vicino del nord stanno invadendo gli Stati Uniti, Trump ha comunicato la sua intenzione di imporre dazi del 50 per cento sulla maggior parte dei prodotti canadesi ritirando fuori una legge del 1930 ormai non più applicata da decenni. L’accusa al Canada è di avere discriminato automobili, alcolici e prodotti lattiero-caseari statunitensi, anche se secondo molti analisti si tratta di una mossa per fare pressione nelle trattative sull’Usmca, l’accordo commerciale tra Usa, Messico e Canada. La Casa Bianca ha infatti dichiarato che i dazi entreranno in vigore fra 30 giorni, mentre il 1° luglio è iniziato il processo di revisione dell’accordo commerciale fra i tre paesi americani. Ma, proprio mentre i tre vicini facevano partire il Mondiale di calcio gestito assieme, Trump ha ribadito la sua idea che “gli Stati Uniti non hanno bisogno di nulla dal Messico o dal Canada”, mettendo in discussione i deficit commerciali con i partner nordamericani.
Questi dazi ritorsivi colpiscono ritorsioni a precedenti dazi Usa, imposti per punire il Canada di non aver suppostamente fatto abbastanza contro il traffico di fentanyl. Tra i prodotti colpiti vino, mazze da hockey e cemento. Esclusi invece prodotti energetici, pesce, minerali critici, potassio e prodotti già soggetti a dazi volti a proteggere la sicurezza nazionale, come acciaio e alluminio. Il primo ministro canadese, Mark Carney, ha risposto con un comunicato in cui ricorda che il suo governo ha presentato proposte per risolvere le controversie con Washington, e che i dazi di Trump hanno violato l’accordo commerciale tra i due paesi. “Questa disputa commerciale ha aumentato i costi per le famiglie, in particolare negli Stati Uniti”, ha detto.
Trump ha introdotto i dazi doganali ai sensi della Sezione 338 dello Smoot-Hawley Trade Act del 1930, che l’anno scorso diversi deputati democratici avevano proposto di abrogare appunto temendo l’uso che Trump avrebbe potuto farne. Quella normativa autorizza infatti il presidente a imporre dazi fino al 50 per cento, per compensare l’onere o lo svantaggio derivante dall’imposizione ineguale o dalla discriminazione esercitata da un altro paese sul commercio degli Stati Uniti. La volle il presidente Herbert Hoover, nel tentativo di rispondere alla grave crisi del 1929 con un significativo aumento dei dazi su oltre 20 mila prodotti esteri. Ma 25 paesi reagirono aumentando a loro volta i dazi sui prodotti Usa, da cui un calo di circa il 66 per cento del commercio internazionale tra il 1929 e il 1934. Le importazioni statunitensi dall’Europa diminuirono da 1,3 miliardi di dollari nel 1929 a soli 390 milioni di dollari nel 1932, ma le esportazioni precipitarono da 2,341 miliardi di dollari a 784 milioni di dollari nel 1932, aggravando la crisi. Il Reciprocal Trade Agreements Act firmato nel 1934 da Franklin D. Roosevelt nel clima del New Deal portò alla svolta sfociata con la creazione nel 1947 del Gatt e nel 1995 del Wto: entrambe organizzazioni che affidavano le sanzioni contro le discriminazioni sul commercio a una autorità superiore, rendendo in teoria la Sezione 338 inutile. Fino a quando Trump non l’ha riscoperta.
La Casa Bianca afferma ora che Trump sta “intraprendendo azioni per ritenere il Canada responsabile della sua continua discriminazione e del trattamento irragionevole e iniquo riservato al commercio statunitense, che ha gravato e svantaggiato i lavoratori americani”. “Riteniamo il Canada responsabile del fatto che non si prende cura adeguatamente delle sue foreste e della vegetazione in esse contenuta, e che gli Stati Uniti vengono inutilmente invasi da aria sporca, inquinata e malsana, la cui qualità è pericolosa e assolutamente inaccettabile!”, aveva scritto inoltre su Truth.
A febbraio, con una decisione di 6 voti contro 3, la Corte Suprema ha stabilito che Trump aveva utilizzato illegalmente i poteri esecutivi di emergenza per imporre dazi a livello globale, costringendo l’Amministrazione a trovare metodi alternativi per aumentare le tasse sulle importazioni, basandosi su una serie di precedenti giurisprudenziali. Un sondaggio condotto da Focaldata per conto del Financial Times all’inizio di questo mese ha rilevato che oltre due terzi degli elettori disapprova la gestione del costo della vita da parte di Trump.