Hamas guarda a Teheran

Il nuovo capo del gruppo, Khalil al Hayya, indica che a Gaza non si fanno affari, si fa guerra

21 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 17:12
Immagine di Hamas guarda a Teheran

Foto LaPresse

Khalil al Hayya è il nuovo capo di Hamas, il primo a essere stato ufficialmente nominato dal gruppo dopo l’eliminazione di Yahya Sinwar. Ha battuta Khaled Meshal che da tempo aspettava il suo momento per assumere il comando di Hamas e la sfida fra i due mostra anche i legami che il gruppo terroristico vuole mantenere e approfondire in futuro. Sia Hayya sia Meshal non vivono a Gaza, come il resto della leadership gestiscono tutto da fuori, dal Qatar, ma se il secondo è rimasto fedele a Doha, al suo più grande finanziatore, il primo, come Sinwar, guarda con interesse all’Iran, al quale il gruppo si è legato negli ultimi anni tanto da entrare a far parte dell’asse della resistenza sciita, nonostante Hamas sia sunnita. Ma il progetto è politico e da tempo ormai l’Iran è visto come un faro nella lotta contro Israele, quindi al Hayya è la scelta in continuità con il 7 ottobre, di cui infatti conosceva i dettagli.
La scelta di un nuovo capo di Hamas non è mai semplice, il gruppo ne discute molto, fino a quando non arriva a una sintesi e la sintesi è stata anche che Teheran è un faro e gli interessi sono in questo momento più rappresentati dai pasdaran che dalla leadership di Doha, che pure non ha rinunciato ai suoi progetti contro Israele. Ma chi fa la guerra è l’Iran e al Hayya a quel progetto ci crede, con lui tutto il gruppo che ha appena finto di aver lasciato le istituzione nella Striscia per favorire l’insediamento di un governo tecnico che dovrebbe sovrintendere al futuro di Gaza, alla ricostruzione. Chi comanda è però chi detiene le armi e Hamas che ha detto di aver rinunciato alle istituzioni non ha però deposto i fucili, sapendo bene che secondo la legge del più forte, vince chi è più armato. Il progetto all’Iran piace, nel 7 ottobre ha visto la realizzazione dei piani che erano già stati discussi da Hezbollah in Libano. Il Qatar rimane lo sponsor principale di Hamas e per i rapporti con Israele non ha certo programmi più pacifici, ma fa parte del piano per Gaza, ne è stato il mediatore. L’Iran no, e ha tutte le intenzioni di sabotarlo.