Nel Maine dei disastri e dell’Ice, ora i democratici riciclano perdenti

Senza più Graham Platner come nome per il Senato, si cerca un sostituto. Che dovrà convincere in tre mesi e mezzo per conquistare un seggio di grande importanza

13 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 18:03
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Graham Platner (Foto Getty)

Milano. Il ritiro improvviso di Graham Platner dalla corsa per il Senato ha lasciato il Maine nel caos. La scorsa settimana il candidato del Partito democratico ha risposto alle accuse di violenza sessuale da parte di una ex fidanzata in un video di undici minuti, definendole false. Si è poi ritirato, non perché pensa di essere colpevole, ma perché lo pensano gli altri, i suoi sostenitori, che gli hanno tolto tutti i fondi e gli appoggi politici rendendo impossibile continuare la campagna. La selezione del nuovo candidato avverrà attraverso una convention che si terrà il 25 luglio nella città di Bangor. A votare saranno 601 delegati, di cui 101 esponenti del Partito democratico statale e 500 selezionati nelle sedici contee che compongono lo stato. Otto persone hanno già espresso la volontà di candidarsi, quasi tutte reduci da sconfitte recenti in diverse primarie, chi a governatore, chi a deputato, chi a senatore. I democratici hanno tempo fino al 27 luglio per selezionare il loro candidato, in un processo che è stato definito dal partito locale “aperto, inclusivo, trasparente e corretto”.
“I favoriti sono quelli già candidati alle primarie per selezionare il nuovo governatore”, dice al Foglio Rachel Ohm, giornalista del Portland Press Herald, uno dei quotidiani più importanti del Maine, “e infatti si candidano i tre arrivati rispettivamente secondo, terzo e quarta in quella sfida: Nirav Shah, Troy Jackson e Shenna Bellows”. I tre condividono visioni politiche simili. Shah è un ufficiale sanitario, ex direttore del Center for Disease Control and Prevention (Cdc) del Maine durante la pandemia di Covid-19. La sua offerta politica, nelle sue parole, si basa su “risolvere il problema dell’housing, finanziare la sanità, garantire cibo per i bambini e innescare la crescita, il tutto combattendo l’Amministrazione Trump”. All’evento di lancio della sua candidatura al Senato, Politico ha riportato che il wi-fi dell’evento era ancora “Shah for Governor” (Shah governatore). Shah ha sottolineato la sua vicinanza a Platner nei temi, tra tutti in particolare il sostegno a Medicare for All, il piano di sanità pubblica parte della piattaforma politica di Bernie Sanders fin dalla sua prima candidatura a presidente nel 2016, e la promessa di non accettare soldi da Aipac, il gruppo di lobby pro Israele che finanzia candidati sia democratici sia repubblicani. Il candidato più vicino a Platner è, però, Troy Jackson, presidente del Senato del Maine dal 2018 al 2024, già sostenuto nella sua campagna a governatore dallo stesso Platner e da Bernie Sanders. Jackson, infatti, ha rapporti con il senatore del Vermont fin da quando ha lavorato alla sua campagna presidenziale nel 2016. Ha qualche scheletro nell’armadio: in una fase precedente della sua carriera politica aveva posizioni conservatrici su aborto e matrimonio tra persone dello stesso sesso. Oggi condivide le posizioni della maggior parte dei democratici sul tema, e ha attribuito i suoi punti di vista precedenti alla necessità di rappresentare i cittadini del nord rurale dello stato. Nonostante la vicinanza, anche lui ha chiesto a Platner di ritirarsi: in un post su X ha affermato che “non c’è spazio nella nostra politica per la violenza sessuale”. L’unica ad aver già affrontato una sfida per il Senato tra i candidati è Shenna Bellows, oggi segretaria di stato del Maine, che nel 2014 era stata selezionata dai democratici per sfidare la repubblicana Susan Collins, che riaffronterebbe nuovamente se scelta alla convention. Dodici anni fa era andata molto male: aveva infatti perso di ben 37 punti. Non si è candidata, invece, la governatrice uscente Janet Mills, che era la candidata al Senato selezionata dai democratici a Washington, sconfitta nettamente da Platner alle primarie. “Penso che per lei l’età fosse un fattore”, spiega Ohm, “coi suoi 78 anni mancava energia dietro la sua campagna”.
Chi attende gli sviluppi di questa selezione inaspettata tra candidati già sconfitti in altre corse è la senatrice uscente Susan Collins, che aveva di fronte una campagna secondo i sondaggi dura contro Platner, perché questo è un seggio fondamentale per i democratici se vogliono prendere il controllo del Senato.. “Ritengo che questa situazione la stia aiutando”, conclude Ohm, “infatti il nuovo candidato dei democratici avrà solo tre mesi e mezzo per fare la campagna e quindi Collins parte in vantaggio”. Nei prossimi giorni, oltre al disastro democratico, si tornerà a parlare di immigrazione e dell’agenzia Ice: gli agenti hanno ucciso un uomo a Biddeford, dicono che stesse cercando di tirarli sotto con la sua auto.