Accusato di violenza sessuale, Graham Platner è a un passo dal ritiro

Il candidato democratico al senato in Maine è accusato di aver forzato una donna a un rapporto sessuale non consensuale nel 2021. Il leader al Senato Chuck Schumer gli ha chiesto di ritirarsi immediatamente, ma anche i politici progressisti più vicini alla sua campagna anti-establishment lo hanno abbandonato

7 LUG 26
Ultimo aggiornamento: 11:50
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Graham Platner, il candidato democratico al senato in Maine, è stato accusato di violenza sessuale da una donna, Jenny Racicot, che ha affermato che l’uomo l’avrebbe forzata a un rapporto sessuale non consensuale nel 2021, nonostante ripetuti dinieghi. La testata statunitense Politico, che ha pubblicato la storia, oltre ad aver parlato con la donna, ha potuto visionare documenti riferiti al fatto, tra cui scambi di mail tra la vittima e la sua psicologa e messaggi con una conoscente in cui cercava di metterla in guardia sull’uomo.
Racicot ha detto che, al momento del fatto, aveva da due anni una relazione a intermittenza con Platner. Una notte, il candidato si sarebbe presentato a casa della donna visibilmente ubriaco, nonostante lei gli avesse detto di non farlo, e l’avrebbe prima afferrata sul divano e poi seguita in camera. Lì avrebbe avuto un rapporto sessuale con lei contro la sua volontà. “Ricordo lo specifico momento in cui ho pensato, questa non è più una mia scelta”, ha detto la donna a Politico. Platner avrebbe dormito a casa della donna, e la mattina dopo il candidato avrebbe detto di non ricordarsi nulla della sera precedente. Racicot ha atteso settimane per essere sicura che il rapporto sessuale non avesse portato a una gravidanza indesiderata e poi lo ha contattato per riaffermargli che il rapporto non era stato consensuale e che non avrebbe mai più voluto sentirlo. Ha successivamente cancellato tutti i messaggi, nel tentativo di andare avanti con la sua vita e lasciarsi alle spalle la violenza subita. In un comunicato stampa, Platner ha negato tutte le accuse, affermando a Politico che sono “preoccupanti, gravi e false”.
È solo l’ultima, ma decisamente la più grave, delle accuse contro Platner, il progressista anti-establishment che nei mesi scorsi ha dovuto difendersi da molteplici scandali. Tra questi, messaggi a sfondo sessuale inviati all’insaputa della moglie, post su Reddit in cui faceva commenti a sfondo razzista, l’accusa di varie donne con cui aveva avuto relazioni nel corso del tempo di comportamenti aggressivi nei loro confronti. Inoltre, ha un tatuaggio di matrice nazista sul petto, nonostante abbia più volte negato di conoscerne il reale significato: una ricostruzione smentita da una ex fidanzata, che ha affermato al New York Times che proprio lui le aveva insegnato il termine “Totenkopf”, uno degli emblemi delle SS naziste. Racicot ha deciso di raccontare la sua storia proprio perché la precedente serie di accuse non aveva avuto l’effetto sperato: Platner, infatti, si era difeso dalle accuse di aggressività affermando che una delle donne che lo accusavano, Lyndsey Fifield, aveva legami col Partito repubblicano. Nonostante lo scetticismo generale, i democratici avevano continuato a sostenerlo.
Non appena l’accusa di violenza è diventata pubblica, però, i principali esponenti del Partito democratico si sono allontanati da Platner. Il leader al Senato Chuck Schumer gli ha chiesto di ritirarsi immediatamente, ma anche i politici progressisti più vicini alla sua campagna anti-establishment lo hanno abbandonato. La senatrice Elizabeth Warren ha ribadito che non ci può essere tolleranza per le violenze sessuali e che Platner deve farsi da parte e rispondere a queste accuse, e anche Our Revolution, il gruppo vicino al senatore del Vermont Bernie Sanders, gli ha intimato di lasciare. Inoltre, Platner ha perso l’appoggio finanziario dei principali gruppi d’interesse che lo avrebbero sostenuto: il Democratic Senatorial Campaign Committee, braccio finanziario dei democratici al Senato, ha già fatto sapere che non lo appoggerà e non investirà in Maine se rimarrà sulla scheda, e lo stesso vale per VoteVets, che si occupa di raccogliere fondi per i veterani.
Dopo questi sviluppi, Platner ha affermato che si prende del tempo per riflettere sulla sua candidatura. Non ne ha, però, molto: secondo la legge del Maine, può ritirarsi entro e non oltre il 13 luglio. In caso affermativo, il partito ha tempo fino al 27 luglio per selezionare un altro candidato per sfidare la senatrice uscente Susan Collins, che ha definito spaventose le accuse in capo a Platner. Privato sia dei fondi che del supporto politico, le possibilità che Platner continui la sua campagna sembrano prossime allo zero: il partito starebbe già pensando, infatti, a chi potrebbe sostituirlo, in una corsa contro il tempo per mantenere contendibile un seggio su cui i democratici puntavano a novembre.