Esteri
il pericolo informatico •
Il cyber-spionaggio russo è una minaccia sempre più grave. La condanna di Kallas
L'Alto rappresentante per la politica estera descrive un vero e proprio "ecosistema" di spie digitali, mentre Londra sanziona ventiquattro individui. Tardano ad arrivare gli accordi sul nuovo pacchetto di misure contro Mosca

Foto Getty
Prosegue l’impegno dei paesi Ue contro la minaccia rappresentata dallo spionaggio russo, in particolare attraverso le attività informatiche. In occasione del Consiglio Affari Esteri di oggi a Bruxelles, l’Alto rappresentante Kaja Kallas ha rilasciato un comunicato in cui “condanna fermamente” i comportamenti della Russia relativi all’utilizzo dello spazio digitale. Nella dichiarazione, Kallas denuncia le “pericolose attività informatiche” di Mosca, perpetrate attraverso l’utilizzo di un “cyber ecosistema” che include attori statali e non, dalle agenzie di intelligence ai gruppi di hacktivisti e cybercriminali alle compagnie private. Al centro della dichiarazione c’è il 16° Centro dell’Fsb, il servizio 007 del Cremlino, che viene esposto come principale architetto di una serie di attacchi informatici diretti contro l’Unione europea, i suoi stati membri e i suoi partner, su tutti ovviamente l’Ucraina. La divisione di intelligence viene anche additata come direttamente responsabile della diffusione su larga scala di una serie di minacce informatiche, tra cui anche il malware Turla, considerato dalle agenzie di sicurezza digitale come uno degli strumenti di cyber-spionaggio più avanzati degli ultimi anni.
Il comunicato afferma che le operazioni portate avanti dal gruppo di spionaggio hanno assunto una “gravità crescente” e hanno preso di mira anche alcune infrastrutture critiche in Polonia e diverse figure governative in paesi come Francia e Germania. A Parigi, inoltre, anche personalità di rilievo all’interno dell’industria nazionale della difesa sarebbero state vittime di spionaggio nei mesi scorsi. Per queste attività sono stati sanzionati finora nove individui – fra i quali funzionari del Gru, cybercriminali e sedicenti hacktivisti – e quattro imprese private. Tuttavia, è necessario ricordare che le operazioni di spionaggio russe non si fermano al livello delle istituzioni statali. Come scrive oggi Marco Lombardo sul Foglio, la guerra ibrida di Mosca è arrivata a toccare sfere molto profonde nella vita quotidiana del nostro paese, a cominciare dall’opinione pubblica. Incitamento all’odio, promozione della sfiducia nei confronti delle istituzioni politiche e altri stratagemmi di questo genere sono solo alcuni degli strumenti impiegati dal Cremlino per indebolire le democrazie europee.
Nel comunicato, Kallas ha inoltre espresso soddisfazione per la rafforzata cooperazione con il Regno Unito nelle operazioni che hanno reso possibile comprendere la recente convergenza fra attori statali e non nelle manovre di Mosca. Ci sono però segnali positivi in arrivo dall’altra parte della Manica: proprio questa mattina, il governo di Westminster ha annunciato un pacchetto di sanzioni, in coordinamento con l’Ue, contro 24 individui legati a operazioni di spionaggio informatico da parte russa. Secondo quanto dichiarato dall’Alto rappresentante alle agenzie di stampa, l’obiettivo della seduta di oggi è quello di inserire 250 nuovi soggetti nelle liste dei sanzionati dall'Ue per la guerra in Ucraina. Kallas ha definito la proposta come “una reazione agli attacchi che la Russia ha condotto sui civili recentemente”, aggiungendo che si tratterebbe del “numero più alto di inserimenti finora”. Ancora in stallo sarebbe invece l’altro grande tema sul piatto, ovvero l’approvazione del 21° pacchetto di sanzioni dirette contro Mosca. I diversi interessi economici e non solo degli stati membri sembrano complicare il processo decisionale, nonostante l’ottimismo di Kallas: “Ci sono ancora questioni aperte, ma lavoriamo verso un'intesa”, ha concluso l’Alto rappresentante.
Sempre oggi a Parigi è in programma il vertice della coalizione dei volenterosi, presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron insieme al premier britannico Keir Starmer e al cancelliere tedesco Friedrich Merz. In questa cornice è atteso l’annuncio ufficiale della nuova iniziativa per la difesa anti-missili balistici dell’Ucraina, rispetto alla quale il governo italiano ha già annunciato la sua adesione. Prima dell’apertura del vertice, Macron ha dichiarato che “la pace è il nostro obiettivo” e che la Francia tiene molto “a cuore la libertà e lo stato di diritto” ed è “pronta a combattere per difenderli sempre, anche al prezzo del sangue se necessario". Il capo dell’Eliseo ha inoltre annunciato un bilaterale con Volodymyr Zelensky, che si svolgerà in giornata al Ministero degli Esteri.