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Nel Regno Unito arriva la famiglia di Harry, anche Meghan
Il fine settimana reale è libero da impegni pubblici e può essere dedicato a quelli privati. Re Carlo attende i nipotini mezzi sconosciuti auscultando il cuore a un pinguino
11 LUG 26

Foto Getty
Ma allora arrivano! La bomba (bombetta, via) l’ha sparata ieri in prima pagina il Daily Telegraph: dopo lunghe indecisioni fra Amleto e Nanni Moretti, mi si nota più se vado o se non vado?, Meghan starebbe per raggiungere con i duchini Archie e Lilibet il marito Harry nel Regno, per la prima volta dal 2022. Ecce bomba. Meghan non sarà a Birmingham per gli Invictus Games tanto cari al marito, ma a questo punto pare scontato che incontri re Carlo, che quindi vedrebbe per la prima volta i nipotini dopo quattro anni. Infatti si parla già di intensi negoziati fra i plenipotenziari dei Windsor e dei Sussex per definire i dettagli dell’incontro; quanto ai Wales, tutto tace, perché si sa che di rapporti peggiori fra i fratelli William e Harry c’erano solo quelli fra Caino e Abele. I royal watcher fanno notare che l’agenda reale per il week-end è sovranamente sgombra e che il fine settimana, libero da impegni pubblici, può essere dedicato a quelli privati. Scontato anche che Harry porti la famiglia in pellegrinaggio sulla tomba di Diana, ad Althorp, la tenuta degli Spencer: i figli non ci sono mai stati, e il primo luglio Diana avrebbe compiuto 65 anni.
Per una curiosa coincidenza, ieri l’altro Carlo III si è dedicato a un’attività tipicamente nonnesca: andare allo zoo. Non con i nipoti ma con Camilla, e in veste ufficialissima perché si festeggiano i duecento anni dell’istituzione, che dipende dalla Zoological Society di Londra di cui il sovrano è patrono fin dai tempi di Giorgio IV, nel 1829 (per inciso, lo stemma della Società prevede due zebre rampanti e il motto: “Curae genus omne animantium”, e qui diciamolo: il Regno è allo sbando e cambia primo ministro più spesso della Repubblica italiana, ma come si fa a non amarlo, ancora e sempre?). Nonostante l’afa soffocante, Carlo è apparso di ottimo umore e, benché invitato a farlo, ha rifiutato di togliersi la giacca di un completo gessato che basterebbe da solo a renderci monarchici. Poi sbuffando ha apostrofato i giornalisti: “Spero che non soffriate troppo, devo però dirvi che più si invecchia e peggio è”. La regina, dal canto suo, si riparava da un sole decisamente poco british con un vezzoso ombrellino bianco, ma giorni fa a Wimbledon aveva sfoggiato un piccolo ventilatore portatile. Allo zoo, le loro maestà hanno nutrito con una torta di anguria una tartaruga gigante delle Galapagos, hanno auscultato con uno stetoscopio un pinguino e infine hanno dipinto con una speciale vernice il guscio di alcune lumache, per riconoscerle quando poi verranno portate in Polinesia. Prima di farsi fotografare in un’insolita posa a braccia spalancate, roba da deputato francese della Terza Repubblica, Carlo ha commentato la sua performance animalista: “In vita mia ho fatto tante cose, questa mai”. Sempre meglio, verrebbe da dire, che dover vedere il figliuol prodigo ma per nulla prodigio e la di lui moglie-lady Macbeth. E senza nemmeno poter piantare lì i parenti serpenti con la scusa di portare i nipotini allo zoo.