Nel racconto quotidiano offerto ai lettori dal pacifista collettivo – pacifista collettivo che in questi mesi ha spesso dimostrato di essere qualcosa di molto simile al propagandista putiniano –, da anni vivono alcuni falsi miti che la resistenza eroica dell’Ucraina, da mesi, ha cominciato a sfatare, punto per punto.
Il pacifista collettivo, da tempo, più o meno dal giorno successivo all’invasione criminale dell’Ucraina, ha sostenuto, con disinvoltura, una serie di false verità che di giorno in giorno si stanno meravigliosamente sgretolando. Il pacifista collettivo, che prima dell’invasione della Russia sosteneva che fosse solo uno spin dell’occidente l’idea che Putin potesse invadere
l’Ucraina, era convinto che armare l’Ucraina per difendersi dalla Russia sarebbe stato inutile, dannoso, perché Putin la guerra l’avrebbe comunque vinta, e ritardare quello scenario, dunque, avrebbe contribuito solo a far morire civili. Il pacifista collettivo, così convinto della bontà delle proprie tesi da essere portato a esultare di fronte a ogni avanzata russa, vedete che avevamo ragione noi, sosteneva che le sanzioni contro la Russia sarebbero state inutili, dannose, autolesioniste, e per questo diceva che l’Europa avrebbe dovuto lavorare solo per la pace, mettendo da parte ogni intento punitivo nei confronti della Russia. Il pacifista collettivo, poi, nei mesi, ha raccontato altre false verità diventate molto virali, specie tra gli utili idioti del putinismo, secondo le quali
ogni tentativo di autorizzare l’Ucraina a usare le armi concesse dall’occidente per colpire obiettivi militari in territorio russo sarebbe stato solo un inutile e pericoloso intento di portare avanti una scellerata escalation e non una strategia per indebolire l’invasore criminale e costringerlo a negoziare in futuro da una posizione di maggiore debolezza. Il pacifista collettivo, usando a volte le stesse parole che avrebbe utilizzato il putinista collettivo, ha ricordato chissà quante volte che rinunciare al gas russo, per difendere l’Ucraina, non avrebbe fatto altro che rendere l’Europa più vulnerabile, perché senza il gas russo l’Europa avrebbe bruciato posti di lavoro, costretto le fabbriche al collasso, impoverito un continente.