Così il terremoto ha distrutto un Venezuela già devastato da Maduro. Parla Corina Yoris

Dalla gestione dei soccorsi ai crolli degli alloggi popolari, fino alla sorte dei prigionieri politici si cui si chiede il rilascio immediato. L'ex candidata dell'opposizione racconta più grave emergenza che il paese abbia affrontato negli ultimi decenni: "La distruzione è immensa. L'indignazione popolare sta raggiungendo il limite a causa dell'inefficienza delle autorità"

30 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 13:47
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ANSA

“Sono molto triste. Io sto bene, alla mia casa e alla mia famiglia non è successo niente, ma una mia grande amica è morta nel terremoto. Era rimasta intrappolata in un edificio nel quartiere San Bernardino a Caracas. Hanno fatto tutto il possibile per salvarla, la hanno trovata, ma era già morta. Il risultato di non avere squadre di salvataggioIl Venezuela è distrutto: non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello morale. Non sappiamo proprio come sollevarci”. La testimonianza è di Corina Yoris: 82enne docente universitaria di Filosofia che il 22 marzo 2024 era stata designata candidata unitaria della opposizione venezuelana alle presidenziali, tra la candidatura respinta di María Corina Machado e quella infine autorizzata di Edmundo González Urrutia, la cui vittoria fu scippata da Nicolás Maduro. “Stiamo affrontando una devastante crisi umanitaria”, ci dice. “La distruzione nello stato di Vargas e in alcune zone di Caracas è immensa, con oltre mille morti accertati, decine di migliaia di dispersi sotto le macerie e comunità completamente isolate senza acqua, medicine né cibo”.
È vero che è il più grande disastro nella storia del Venezuela?
“A causa del suo impatto strutturale simultaneo sulla capitale e sulla costa, e superando il trauma storico della frana di Vargas del 1999, questo terremoto si qualifica effettivamente come la peggiore catastrofe infrastrutturale e perdita di vite umane nella storia moderna del nostro paese. Ha riaperto ferite profonde in una popolazione già gravemente vulnerabile”.
Come valutare la risposta del governo?
È stata discontinua, ritardata, sopraffatta dalla portata dell'evento e irresponsabile. Il centralismo, la mancanza di investimenti preventivi nella gestione del rischio e la politicizzazione della distribuzione degli aiuti hanno ostacolato l'efficienza. Il ruolo guida dovrebbe essere svolto dalle squadre di soccorso tecnico e dalla società civile, non dal controllo militare”.
Poliziotti e militari sono stati accusati i aver approfittato del disastro per compiere saccheggi.
“Ci sono in effetti gravi segnalazioni di abusi di potere”.
Si dice addirittura che il blocco all'accesso di soccorritori a La Guaira, ufficialmente per evitare il caos, sarebbe stato motivato dal non volere testimoni su questi abusi.
“Le vie di accesso via terra sono state fisicamente bloccate dai terremoti, ma le ingiustificate restrizioni all'ingresso di aiuti volontari e indipendenti hanno aggravato gravemente l'isolamento delle persone colpite”.
E si dice anche che sono stati in larga parte alloggi costruiti con i programmi di edilizia popolare del chavismo a crollare.
“Questo è un dato di fatto. Gli edifici della Grande Missione Abitativa sono crollati improvvisamente, rivelando gravi difetti strutturali, l'uso di materiali scadenti e la totale assenza di norme antisismiche”.
Venerdì notte c'era stata la denuncia del sindaco di Medellín Federico Gutiérrez, secondo cui 22 specialisti del Corpo dei Vigili del Fuoco di Medellín erano rimasti bloccati all'aeroporto per diverse ore.
“Sì, all'inizio hanno incontrato ostacoli burocratici e ideologici da parte del regime al loro ingresso. Però di fronte alla pressione dell'emergenza e all'indignazione internazionale alla fine sono riusciti a passare, e ora stanno conducendo eroiche operazioni di soccorso e recupero tra il fango e le macerie".
Qual è lo scenario per il prossimo futuro?
“È una situazione complessa. Il regime sta disperatamente cercando di sfruttare l'emergenza per rimandare qualsiasi processo di cambiamento istituzionale. Tuttavia, i negoziati urgenti tra il presidente dell'Assemblea Nazionale attuale Jorge Rodríguez e la presidente dell'Assemblea Nazionale del 2015 Dinorah Figuera dimostrano che la crisi li sta costringendo a cedere il controllo. L'indignazione popolare sta raggiungendo il limite a causa dell'inefficienza delle autorità; se la fame e l'abbandono persistono, la pressione della piazza catalizzerà inevitabilmente la transizione".
Qual è la situazione dei prigionieri politici di fronte a questa emergenza? C'era preoccupazione per la loro sorte.
“È una delle nostre maggiori fonti di angoscia. Centri di detenzione come El Helicoide e la Dgcim sono stati colpiti dal terremoto di Caracas. Chiediamo con urgenza una valutazione internazionale indipendente della loro incolumità fisica e un rilascio umanitario immediato, dato che sono in chiara e assoluta minaccia di morte e completamente privi di protezione”.