Esteri
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L’Iran parla per Hezbollah e nei colloqui sulla guerra in Libano esclude i libanesi
I negoziati fra le autorità libanesi e Israele non procedono bene. Due pasticci e Beirut senza voce
26 GIU 26

Foto ANSA
I negoziati fra le autorità libanesi e Israele non procedono bene. I rappresentanti di Beirut devono mostrarsi meno concilianti, devono puntare i piedi, assumere una posizione più severa per dimostrare al paese che non esiste nessun paese straniero che possa prendere decisioni al posto loro. I negoziati fra Beirut e Gerusalemme hanno iniziato a farsi più aspri da quando la Repubblica islamica dell’Iran si è presentata come il garante del cessate il fuoco in Libano. Ha trascinato la guerra fra Israele e Hezbollah sul tavolo dei negoziati con gli americani e l’Amministrazione Trump l’ha accontenta, facendo pressione su Israele. Il pasticcio è completo, Teheran ha legato i due fronti, e ogni volta che Israele riprende i combattimenti, il regime minaccia di far saltare il successivo incontro negoziale con gli americani.
C’è anche un secondo pasticcio che però è finito in secondo piano, come sempre finiscono in secondo piano i libanesi, il loro governo e la dimensione storica dei negoziati diretti fra Beirut e Gerusalemme. Nei colloqui fra gli iraniani e gli americani si è consolidata una dinamica: i primi sono i garanti di Hezbollah, il gruppo sciita, il partito armato cresciuto grazie alle armi di Teheran che continua a sabotare la pace in Libano; i secondi invece si dicono garanti di Israele, anche se stanno emergendo più come i garanti del fatto che il governo israeliano ceda sotto pressione piuttosto che come garanti della sicurezza dello stato ebraico. Chi non è rappresentato da nessuno ed è escluso dai colloqui fra Teheran e Washington è proprio il governo libanese, ed è un controsenso che i colloqui diretti con Gerusalemme vanno avanti sotto gli occhi del dipartimento di stato mentre l’Amministrazione Trump sta mandando al regime iraniano il segnale che quello che accade in Libano ha a che fare con la voce di Hezbollah più che con quella dei libanesi.