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In Germania •
Il riarmo tedesco. Difendiamo la democrazia in modo risoluto, dice il ministro Pistorius
Secondo il ministro della Difesa tedesco è necessario aumentare la capacità di difesa perché "senza forza militare non potremo esercitare con successo la deterrenza. Solo se provvediamo oggi potremo vivere anche domani in sicurezza"
24 GIU 26

Foto Ansa
Berlino. Il riarmo della Germania, e dell’Europa, non è un’opzione, è una necessità “per difendere i nostri valori democratici”: è questo il concetto declinato in tutte le rime che il ministro della Difesa Boris Pistorius ha formulato in una lectio magistralis alla Fondazione intitolata all’ex cancelliere Helmut Schmidt nell’Accademia delle Scienze di Berlino e Brandeburgo. Il ministro socialdemocratico che guida da anni la classifica dei politici più amati in Germania si è detto fiero di onorare Schmidt, considerato un modello: è per lui “che 50 anni fa sono entrato nell’Spd”, “sapeva risolvere le crisi”. Schmidt è stato ministro della Difesa e poi cancelliere, il secondo socialdemocratico (1974-82) dopo Willy Brandt. In piena guerra fredda, sfidando le massicce proteste nel paese e nell’Spd avallò nel 1979 il “doppio binario della Nato” (aggiornamento dell’arsenale nucleare in Europa) stanziando i missili americani, Pershing II e Cruise, in risposta ai sovietici SS-20, offrendo al tempo stesso negoziati all’Urss. Convinto fautore dell’amicizia con la Francia, Schmidt diede inoltre vita, nel 1975, assieme al presidente Giscard d’Estaing, al vertice economico precursore del G7.
Davanti a una platea ristretta di 250 invitati con diversi big dell’Spd (l’ex ministro della Difesa Rudolf Scharping e delle Finanze Peer Steinbrück, presidente della Fondazione Schmidt), Pistorius è andato subito al dunque. Le minacce per la libertà e la democrazia della Germania sono enormi come mai da lungo tempo: “Dobbiamo difendere questa democrazia in modo più forte e risoluto che mai”. È necessario aumentare la capacità di difesa: “Senza forza militare non potremo esercitare con successo la deterrenza”, ha detto ricordando che anche Schmidt difendeva il principio di deterrenza e dialogo. In passato si investiva in difesa pensando alla cassa più che alle minacce, oggi la “situazione di minaccia viene prima della situazione della cassa”. In un quadro globale che cambia velocemente e in modo poco prevedibile, bisogna pensare a come garantire la pace e la sicurezza ai nostri figli e nipoti: “Solo se provvediamo oggi potremo vivere anche domani in sicurezza”, serve l’impegno di tutta la società: la Germania è un paese libero, una democrazia liberale che non ha nulla in comune con paesi autoritari come la Russia.
Le minacce esterne sono di tre ordini: imperiali della Russia di Putin; commerciali della Cina; e la messa in discussione della Nato di Donald Trump. Pistorius ha però mostrato comprensione per l’attenzione della Casa Bianca alla difesa degli interessi nell’Indo-Pacifico a scapito di Nato e Europa. Sono anni che ci mettono in guardia ma facevamo finta di niente. Adesso bisogna correre: rispetto agli scandinavi siamo indietro di sei anni dall’invasione russa della Crimea, loro avevano capito la sveglia. La Finlandia, 5,5 milioni di abitanti, ha 900 mila riservisti, il 16 per cento della popolazione, noi appena l’uno per cento. Ha 55 mila rifugi e bunker sotterranei e l’85 per cento dei finlandesi si dice pronti a difendere il proprio paese: inimmaginabile in Germania. La riforma della Bundeswehr è a buon punto: conta 186.600 effettivi, con obiettivo 260 mila, per arrivarci Pistorius non esclude la leva obbligatoria, abolita nel 2011. Il cancelliere Friedrich Merz vuole farne l’esercito convenzionale più forte d’Europa.
Durante la guerra fredda la Bundeswehr (Germania ovest) aveva 500 mila soldati e il 3 per cento del pil per la difesa. Gli alleati ci difendevano, adesso vogliamo restituire: la difesa del fianco orientale della Nato. Per la prima volta, lo stanziamento permanente di una brigata in Lituania: la popolazione si fida ed è grata. Con la Francia la cooperazione avanza e al vertice intergovernativo a luglio nuovi progetti potrebbero emergere, ha anticipato. Secondo Pistorius, la difesa è un’impresa nazionale non solo militare: “Se la coesione sociale viene distrutta e la polarizzazione si diffonde, non può esserci sicurezza, né interna né esterna”, ha detto con allusione ai populismi e all’estrema destra dell’AfD. Prendendo esempio dalla resilienza degli ucraini nel difendere la loro patria e la libertà, ha detto di non essere sicuro che i tedeschi farebbero altrettanto. La difesa non si fa solo con le forze armate ma anche con l’amministrazione, l’economia e la gente. Evocando poi un suo termine che scatenò polemiche nel 2023, “kriegstüchtig” (pronti alla guerra), Pistorius ha detto che è brutto perché la guerra è brutta, ma l’aveva impiegato per “sensibilizzare” l’opinione pubblica: “Il pericolo c’è e non diminuisce se si fa finta che non esista”.