Trump accusa prima Zelensky ora Netanyahu per le loro guerre esistenziali

Il presidente americano basa la sua politica estera sulla pressione contro gli alleati, preferendo blandire e accarezzare i nemici. E mostra di non capire le lotte esistenziali che accomunano Ucraina e Israele, percependo la difesa della sovranità come un peso, la battaglia per la sopravvivenza come isteria

19 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 18:09
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Foto Ansa

Durante la conferenza stampa di mercoledì scorso, a conclusione del G7, il presidente americano Donald Trump ha ringraziato la Russia e la Cina per non aver interferito durante la guerra contro la Repubblica islamica dell’Iran. Entrambe in realtà lo hanno fatto, con armi e informazioni di intelligence utili agli iraniani anche a colpire le truppe americane in medio oriente, ma il capo della Casa Bianca ha ritenuto opportuno specificare che avrebbero potuto fare molto di più. Durante la stessa conferenza stampa, Trump ha invece di nuovo ripreso i rimproveri al premier israeliano Benjamin Netanyahu, che nei giorni precedenti aveva chiamato pazzo, ingrato, lo aveva mandato a quel paese e aveva definito Israele “very small partner”, un partner molto piccolo.
Successivamente anche il vicepresidente J. D. Vance aveva ripreso la catena delle offese, dicendo che senza gli Stati Uniti gli israeliani non sarebbero in grado di difendersi, mentre ha usato parole ben più caute per riferirsi al regime di Teheran. Davanti alle sfuriate di Trump e Vance contro Israele sembrava di vedere un film già visto e in effetti lo abbiamo visto più volte, non con Netanyahu come protagonista, ma con Volodymyr Zelensky. Oltre alla scena brutale dello Studio ovale dello scorso anno, il presidente americano e il suo vice hanno spesso accusato il leader ucraino di essere l’ostacolo alla pace, mentre con Vladimir Putin hanno usato parole di deferenza, proprio come ora accusano Israele di minare il cessate il fuoco e valutano il regime di Teheran come pragmatico. Trump e Vance basano la loro politica estera sulla pressione contro gli alleati, preferendo blandire e accarezzare i nemici. Mostrano di non capire le lotte esistenziali che accomunano Ucraina e Israele, percepiscono la difesa della sovranità come un peso, la battaglia per la sopravvivenza come isteria. L’abbandono sprezzante dell’alleato è una costante dell’America trumpiana, che ai regimi piace da pazzi.