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Mosca attacca l’Ucraina e minaccia l’Europa. Nella lista nera c’è l’Italia
La Russia lancia 700 droni contro le città ucraine, uccide e devasta. Un messaggio anche contro il tour europeo di Zelensky e ai paesi del Vecchio continente
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16 APR 26
Ultimo aggiornamento: 05:52 PM

© foto Ansa
La mattina del 16 aprile, Olesya Olenitska, esperta di comunicazione aziendale residente nel quartiere di Obolon a Kyiv, era devastata per i bombardamenti notturni. “Dire che il rumore era assordante è un eufemismo!”, ha scritto su Facebook. Olesya e suo figlio sono riusciti a malapena a mettersi in salvo nel corridoio quando hanno udito le esplosioni rimbombare nelle vicinanze. “Ho cercato di calmare mio figlio come meglio potevo, sapendo di non avere alcun controllo sulla situazione”, ha raccontato al Foglio. “Ma stamattina ero viva”, si dice Olesya, per consolazione. Kyiv aveva in qualche modo mostrato la sua capacità di resistere agli attacchi di massa. Dopo aver sopportato un inverno difficile a causa dei blackout, l’arrivo della primavera ha portato calore e una tregua temporanea. Ma la notte del 16 aprile, a partire dalle 2.30, la città è stata nuovamente attaccata da missili balistici e droni. I quartieri di Podil e Obolon, dove vive Olenitska, sono stati i più colpiti. Quattro persone sono morte nell’attacco, tra cui un bambino di 12 anni. Tra i 54 feriti figurano quattro paramedici: l’ambulanza è finita sotto il fuoco nemico mentre rispondeva a una chiamata.
Anche Odessa ha vissuto un incubo. I bombardamenti notturni sono continuati anche dopo l’alba. “La mattina, i soccorritori stavano rimuovendo le macerie al suono dei droni Shahed che sorvolavano la zona”, racconta Olena Balaba, giornalista di Odessa. Nonostante il sistema di difesa antiaerea fosse al lavoro, ha deciso di non annullare una telefonata di lavoro programmata con Leopoli. “Ho detto ai miei colleghi: ‘Ripetete la domanda, ci sono bombardamenti anche qui, non vi ho sentito’”. Balaba è convinta che questa “roulette russa”, che uccide civili e distrugge edifici residenziali, possa essere fermata solo se l’Ucraina risponde con attacchi contro porti, raffinerie di petrolio e installazioni militari russe. Il 16 aprile è stato dichiarato giorno di lutto nazionale a Odessa. Si contano nove morti e 23 feriti.
A Dnipro, tre donne sono state uccise. Edifici residenziali, un istituto scolastico, uffici e attività commerciali sono stati colpiti dai bombardamenti. Trentaquattro persone sono rimaste ferite. Uno degli edifici completamente distrutti, si trovava al numero 23 di via Shevchenko, ospitava un centro culturale ortodosso che precedentemente era sotto la giurisdizione del Patriarcato di Mosca. “Mi chiedo se i sacerdoti di Mosca rilasceranno qualche dichiarazione in merito”, si domanda retoricamente il sindaco di Dnipro, Boris Filatov.
In sole ventiquattro ore, la Russia ha lanciato 700 droni e vari tipi di missili contro l’Ucraina. Anche il settore energetico è stato danneggiato. La mattina del 16 aprile, Kherson e Mykolaïv, città nel sud del paese, sono rimaste senza elettricità.
I bombardamenti sono avvenuti mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky era in visita in diversi paesi europei. Ha visitato Germania, Norvegia, Italia e Paesi Bassi. Gli incontri con i leader di questi paesi si sono concentrati sulla sfera militare. In particolare, in Italia, Zelensky ha discusso con la presidente del Consiglio Georgia Meloni le prospettive di un accordo sui droni.
Nel frattempo, il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ha partecipato a una riunione del Gruppo di contatto Ramstein a Berlino. Durante l’incontro, i partner hanno annunciato che avrebbero fornito a Kyiv aiuti militari per oltre 5,5 miliardi di dollari, anche per il rafforzamento delle difese aeree e dei droni. Anche il governo britannico ha annunciato la fornitura di 120.000 droni all’Ucraina entro la fine dell’anno. Mosca non ha gradito l’attività internazionale di Kyiv.
Il ministero della Difesa russo ha pubblicato un elenco di indirizzi di fabbriche europee che presumibilmente producono droni per attacchi sul territorio russo, nonché i nomi delle aziende che producono i componenti. La dichiarazione affermava che i componenti erano fabbricati in Germania, Turchia, Israele, Spagna, Italia e Repubblica ceca. “L’opinione pubblica europea non solo deve comprendere chiaramente le vere ragioni delle minacce alla propria sicurezza, ma anche conoscere gli indirizzi e le ubicazioni degli impianti di produzione di droni ‘ucraini’ e ‘in comune’”. Mosca ha apertamente minacciato l’Europa. Zelensky ha chiesto di aumentare la pressione sul nemico. “Non può esserci nessuna normalizzazione con una Russia così”.