Sin dalle prime ore,
dopo l’abbattimento del caccia F-15 e dell’eiezione in una delle zone più aspre dell’Iran che si è rivelata ostile perfino allo stesso regime iraniano, il pilota è riuscito ad arrampicarsi gravemente ferito grazie a un addestramento intensivo riservato alle forze d’élite, fatto di parole in codice, motti e acronimi, il cui più importante è
SERE: sopravvivenza, evasione, resistenza e fuga, un piano a tappe in previsione di una possibile missione dietro le linee nemiche, ideato in risposta alle difficoltà incontrate dai soldati americani presi in ostaggio durante la guerra di Corea. Un ordine esecutivo del presidente Dwight D. Eisenhower stabilì uno standard per i militari minacciati di cattura da parte del nemico, che prevedeva la dichiarazione:
“Nel caso in cui venissi catturato, continuerò a resistere con tutti i mezzi a mia disposizione”. La priorità assoluta di ogni militare è la sopravvivenza, il fine ultimo di qualsiasi operazione dal momento dell’inizio dell’emergenza e anche la parola che compone un altro acronimo mnemonico, in cui ogni lettera si riferisce a una serie di azioni progettate per salvare la vita di una persona: “S” sta per valutare la situazione, come curare le ferite e determinare come nascondersi, “V” per dare valore alla vita, “L” per imparare le basi. La formazione è impartita in vari modi nelle Forze armate statunitensi, ma riveste un’importanza particolare per i membri dell’Aeronautica militare, che vengono
addestrati alla sopravvivenza agli ambienti più inospitali, dal deserto all’Artico, per evitare la cattura cercando allo stesso tempo di creare le migliori condizioni possibili per essere recuperati e mettere infine in atto una strategia di fuga e resistenza, nel caso in cui si venisse avvistati dal nemico.