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Shelly Kittleson è ostaggio a Baghdad: "È merce di scambio per liberare i miliziani di Kataib Hezbollah"
A quattro giorni dal rapimento della giornalista americana, l'esperto di sicurezza Ali al Mikdam non ha dubbi: l'operazione era pianificata e punta a fare pressione sul governo iracheno. Il silenzio ufficiale alimenta le speculazioni, ma potrebbe nascondere trattative già in corso
4 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:07 AM | 6 APR 26

Abbiamo chiesto un commento sul rapimento di Shelly Kittleson a Baghdad, il 31 marzo, ad Ali al Mikdam, ricercatore iracheno specializzato nelle milizie che operano nel paese: “Siamo al quarto giorno dal rapimento della giornalista americana. In assenza di chiarimenti ufficiali, prende sempre più piede l’idea che Kittleson non sia più solo scomparsa, ma sia di fatto diventata una merce di scambio o un ostaggio nelle mani di un gruppo ritenuto legato a Kataib Hezbollah".
"Le informazioni provenienti da fonti di sicurezza suggeriscono che l’operazione non è stata casuale, ma pianificata. L’obiettivo sembra andare oltre l’atto stesso, il rapimento sembra più un mezzo per avere leva sul governo iracheno. Lo scenario più probabile è che Kittleson sia utilizzata come strumento di pressione per garantire il rilascio di individui affiliati a KH, in particolare quelli precedentemente detenuti per aver preso di mira gli interessi statunitensi con razzi e droni. Ciò che colpisce non è solo la natura dell'operazione, ma anche la sua tempistica nel contesto delle tensioni in corso tra le fazioni armate irachene e la presenza degli Stati Uniti, rafforzando la teoria secondo cui il rapimento fa parte di un messaggio stratificato: pressione sulla sicurezza, segnalazione politica e test della risposta del governo".
"Finora, il silenzio ufficiale lascia spazio a speculazioni, ma potrebbe anche riflettere la delicatezza e la complessità del caso, soprattutto se le comunicazioni backchannel sono già in corso lontano dai media".
"In sintesi, questo sembra essere più di un semplice rapimento. Si tratta, in sostanza, di un'operazione con chiare dimensioni di sicurezza e di negoziazione, il cui esito potrebbe concretizzarsi nei prossimi giorni, a seconda dell'andamento dei contatti non divulgati tra le parti interessate”.