A Kherson i soldati russi sparano sui manifestanti

Lacrimogeni e raffiche di armi da fuoco sui civili che protestavano contro l'occupazione russa della città sul Mar Nero

A Kherson, una città del sud dell’Ucraina, i soldati russi hanno aperto il fuoco sui cittadini ucraini scesi in piazza per protestare contro l'occupazione, scrivono i media locali. La notizia è stata rilanciata anche dal ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba. In alcuni video pubblicati su canali social e Telegram locali, dai quali tuttavia non è facile capire chiaramente la dinamica dell'accaduto, si sentono i suoni di esplosioni (forse granate contenenti gas lacrimogeni, che poi si vedono disperdersi nell'aria) e raffiche di armi da fuoco. Sul terreno sono rimasti dei feriti, ma al momento non sappiamo quanti. In uno dei video pubblicati online alcuni manifestanti trasportano un uomo insanguinato (abbiamo deciso di non pubblicare le immagini più cruente). In altri filmati i soldati lanciano una granata e aprono il fuoco contro i residenti urlando "Andate a casa". 

   

Kherson, città alla foce del fiume Dnepr, è il centro più grande conquistato dalle forze russe fino ad ora. Il 5 marzo scorso proprio lì si era tenuta una delle manifestazioni più partecipate contro l'invasione russa. 

  

  

Solo ieri il ministro Kuleba pubblicava sul suo profilo Twitter le immagini di civili scesi in strada a Kherson per protestare contro gli invasori: "Hanno letteralmente costretto due enormi camion russi a ritirarsi semplicemente con la loro pacifica pressione", scriveva Kuleba. 

       

Dall'inizio del conflitto alla mezzanotte del 20 marzo, almeno 925 civili sono stati uccisi e 1.496 sono rimasti feriti, ha detto l'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr).

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