governo tedesco

In Germania la coalizione semaforo fa un inedito passo avanti

Daniel Mosseri

C’è una crisi di approvvigionamenti a Berlino, l’economia ha fretta e non può perder tempo in negoziati infiniti. Spd, Verdi e Liberali danno inizio ai colloqui a tre

C’è chi vi legge una svolta verso la formazione del prossimo governo. Per altri invece si tratta di una novità di carattere  procedurale. Comunque sia, oggi i Verdi (Grünen) e i Liberali (Fdp) tedeschi incontrano una delegazione del partito socialdemocratico (Spd) per sondare la fattibilità di un’alleanza di governo a tre. Si tratterebbe della coalizione semaforo rosso-verde-gialla, nel rigoroso ordine di grandezza delle tre formazioni politiche. Al semaforo aspira tanto la Spd del vicecancelliere uscente Olaf Scholz, che ha bastonato la Cdu di Armin Laschet alle elezioni lo scorso 26 settembre, quanto i Verdi di Annalena Baerbock e dell’altro copresidente dei Grünen Robert Habeck, tornato in scena dopo l’ottima (15 per cento) eppure molto deludente performance della collega candidata cancelliera che non è riuscita  a portare i Grünen neppure al 20 per cento ottenuto alle europee del 2019. Molto meno entusiasti sono i Liberali di Christian Lindner, i quali preferirebbero quella stessa alleanza Giamaica con Verdi e Cdu che lo stesso Lindner sabotò quattro anni fa obbligando Merkel alla sua terza esperienza di grande coalizione. 

Dopo giorni di incontri a due a due, la vera novità dell’annuncio di Baerbock – “Crediamo abbia senso avere colloqui approfonditi con Spd e Liberali” – è che questi ultimi abbiano accettato l’appuntamento a tre. Lindner non può certo passare per una seconda volta come l’affossatore di ogni novità politica e poi non è detto che l’incontro vada a buon fine. Allo stesso tempo pensare alla Giamaica in queste ore è irrealistico causa forti mal di pancia in casa moderata, con il governatore bavarese Markus Söder che disfa di giorno quello che Armin Laschet tesse di notte. Se Laschet ha promesso mari e monti ai Liberali purché si buttino a destra portandosi dietro i Verdi, Söder ha affermato che la decisione della Fdp di andare a guardare le carte del semaforo rappresenta “un rifiuto di fatto" della Giamaica e l’Unione Cdu/Csu “non resterà in attesa permanente”. Eppure i giochi non sono ancora fatti. In conferenza stampa, Habeck il mazziere ha ricordato come i Verdi, moderni e non ideologici, non escludano a priori la Giamaica. Da segnalare anche un’affermazione della sua collega Baerbock: “Questo paese non può permettersi una lunga situazione di stallo”.

I politologi non saranno d’accordo con lei visto che il paese non è allo sbando con Angela Merkel saldamente in sella finché sarà necessario. E’ vero però che alcuni segnali in arrivo dal mondo dell’industria, automotive in testa, mostrano che la Germania ha bisogno di uno scatto. Perché secondo Clemens Fuest, l’economista alla guida dell’ascoltato istituto Ifo di Monaco, l’industria tedesca rischia una recessione da mancanza di approvvigionamenti. La colpa è dei troppi colli di bottiglia da pandemia che strangolano l’economia mondiale impedendo per esempio alle case automobilistiche di ricevere le componenti necessarie alla produzione. Come la Opel di Eisenach, in Turingia, che, non senza allarmare il sindacato Ig Metall,  ha messo 1.300 operai in cassa integrazione per mancanza dei semiconduttori necessari ad assemblare il Suv compatto Grandland X. Anche l’associazione tedesca dei fabbricanti di macchinari (Vdma) ha suonato l’allarme segnalando gravi problemi di approvvigionamento per i suoi associati con possibili effetti negativi sulla crescita l’anno prossimo. Chi lavora alla formazione del nuovo governo lo sa bene e cerca di evitare al paese lo spettacolo poco edificante del 2017 quando mesi di negoziati non portarono a nulla dopo che Lindner cambiò idea.
 

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