La portaerei Cavour

Una missione a metà in Libia

Redazione

Il blocco navale Ue rischia di essere un regalo a chi assedia Tripoli

L’Unione europea invia una nuova missione navale nelle acque del Mediterraneo per fermare il traffico di armi verso la Libia. Bene, ma c’è un punto fondamentale da chiarire altrimenti sarà tutto inutile. Le armi arrivano in Libia da due rotte diverse. La prima rotta è quella che parte dalla Turchia e va a rifornire via mare i porti di Misurata e di Tripoli e serve a portare armi al governo di Accordo nazionale di Fayez al Serraj. La seconda rotta è quella che parte dagli aeroporti militari degli Emirati Arabi Uniti e via cielo, con aerei, arriva in Egitto. Poi dall’Egitto i carichi di armi attraversano via terra il confine con la Libia e arrivano al generale Haftar, il grande nemico di Serraj. A volte gli aerei saltano pure il passaggio intermedio in Egitto e atterrano direttamente in Libia negli aeroporti di Haftar. Serraj non può fare la stessa cosa, perché i suoi due aeroporti sono sotto tiro. Potrebbe succedere questo: che la missione navale dell’Unione europea bloccherà soltanto i carichi di armi diretti a Serraj ma non quelli diretti a Haftar. Questo non è far rispettare finalmente l’embargo imposto dalle Nazioni Unite nel 2011, è un’altra cosa: è ammazzare il governo di Serraj e consegnare la Libia a Haftar. E’ questo l’obiettivo della missione europea? Se queste cose le trovate scritte su un giornale vuol dire che i cosiddetti policy maker, quelli che prendono le decisioni, le sanno anche loro benissimo ma per ora sono stati ambigui. Ma c’è già stata troppa ambiguità sulla crisi libica, facessero chiarezza e presto. La leadership naturale della missione sarebbe italiana, è ora di prendere decisioni a voce alta.

 

 

Vale la pena ricordare un altro punto. L’embargo Onu non dovrebbe richiedere un blocco navale per essere rispettato, perché la comunità internazionale potrebbe sanzionare con durezza chi lo viola. Invece tocca montare una missione per impedire i trasferimenti di armi verso la Libia – che in teoria dovrebbero trasformare in paria internazionali chi li fa. Ricapitolando: bene la missione per fermare il traffico di armi, ma non a metà. Altrimenti diventiamo quelli che fanno ridere pure nel mezzo di una tragedia.

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