cerca

Un deputato brexitaro ci fa l’identikit del leader perfetto per i Tory

"Niente compromessi, dobbiamo essere più faragisti di Farage", ci dice il veterano euroscettico Bill Cash che si sbilancia: "Il prossimo premier sarà Dominic Raab"

2 Giugno 2019 alle 06:00

Un deputato brexitaro ci fa l’identikit del leader perfetto per i Tory

I ministri conservatori di maggiore preso: Dominic Raab, Jeremy Hunt, Savid Javid e Philip Hammond. I primi tre sono candidati alle primarie (Foto LaPresse)

Londra. Non è un gioco per signorine, la corsa per diventare Capitan Brexit. Ci vogliono vigore e opinioni molto nette, ai limiti dello sconsiderato, per sperare di guidare il Partito conservatore e il paese dopo il risveglio dall’era di Theresa May. E quindi Dominic Raab, che di suo avrebbe l’aria di un uomo moderno, sta facendo di tutto per liberarsi di ogni sospetto di finezza intellettuale o psicologica. Perché è su di lui che si concentrano le speranze dell’area eurofobica dei Tory, felice di districarsi il prima possibile da quell’orgia di compromesso che è stata l’ultima premiership: il neomanicheismo politico globale chiede opinioni nette e musoduro come unica arma. “Tanto nessuno può permettersi le elezioni generali, i Tory remainers non hanno nessun Labour a cui aggrapparsi”, spiega al Foglio Bill Cash, veterano della lotta all’Ue, estasiato dall’esito di queste giornate. Ma come, avete preso l’8 per cento? “Sì, patetico, ma lei non ha capito: ha vinto il Partito Conservatore Possibile, che finalmente nascerà sotto la guida giusta – spiega – Tanto Nigel Farage non sa mica governare un paese, lui ha vinto perché è stato coerente sull’Europa, come noi d’altra parte, solo che il partito non ci seguiva”, aggiunge, felice della maniera in cui May è stata costretta ad andarsene: “È opera nostra”. Per il deputato “il compromesso non funzionerà, qui bisogna scegliere tra ‘leave’ e ‘remain’ e io penso che Raab sarà leader”.

 

Il deputato conservatore euroscettico Bill Cash (Foto LaPresse)


  

Nel mondo del bianco e del nero rimane il problema che Boris Johnson lo odiano in troppi e che già si sta mostrando troppo soffice, anche se le sue chances rimangono comunque più alte di quelle di chi ha fatto l’errore di votare con la May. Tipo Michael Gove. E quindi, cercando di occupare quello spazio tra Johnson e Farage, Raab ha deciso di mostrarsi duro, molto duro. Sua moglie Erika, bella brasiliana dalla carriera scintillante, lavora ai vertici di Google e potrebbe ricordare le altre mogli forestiere della politica britannica, tipo quella Miriam Gonzalez in Clegg, turboavvocatessa spagnola. Motivo per cui Raab, bello ma non buono, in questi giorni ci ha tenuto a dire a molti media di non essere femminista. “Non che sia antifemminista, ma ce l’ho con tutti gli ipocriti e non penso che dobbiamo avere doppi standard tra i politici. Se qualcuno fa suo il linguaggio dell’uguaglianza ma poi nella realtà dice cose sessiste contro le donne o contro gli uomini, dice il falso”. Dichiarazioni che fanno rabbia, ma che dall’altra parte, dopo tutto quello che ha dovuto subire la May in questi anni, fanno pensare che Raab abbia deciso di fare suo il compito di “out-farage Farage”, ossia di essere “più faragista di Farage” usando lo stesso strumento retorico: la costante denuncia dell’ipocrisia degli altri in modo da far sentire capito e compreso l’elettore più retrivo. Tutto sommato è migliorato, visto che nel 2011 aveva detto che alcune femministe erano “bigotte odiose” e la sua reputazione con le collaboratrici è intaccata da accuse di bullismo.

 

L’importante, tuttavia, è mostrarsi libero dal politicamente corretto. “Dobbiamo essere una società liberale con una ‘elle’ minuscola, tollerante e aperta verso la comunità Lgbt ma che si preoccupa anche della vulnerabilità degli altri”, spiega, e sembra già di vedere l’elettore di Farage che annuisce soddisfatto sentendosi già molto protetto nella sua vulnerabilità. Raab ha fatto una bella carriera da avvocato, da negoziatore per il Foreign Office, e sembrerebbe quasi un “esperto” se non fosse per quello straordinario discorso in cui si mostrava sorpreso della “speciale conformazione” geografica del Regno Unito: un’isola, con Dover-Calais come principale rotta commerciale. E’ fiero della sua cintura nera di karate e promette di riportare disciplina in un governo in cui in questi anni tutti hanno parlato liberamente: “Non avrò nessuna tolleranza per le trasgressioni o le infrazioni della responsabilità collettiva del governo”. E quindi buonanotte a chi non è a favore del “no deal” e non ama il bianco e il nero.

Cristina Marconi

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi