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La cultura dell’odio diventata mainstream

Per la prima volta il vademecum ideologico della teoria suprematista rappresenta non un substrato della civiltà ma una cultura compatibile con la nuova dottrina politica dominante. Che cosa ci dicono le stragi nelle moschee della Nuova Zelanda

Claudio Cerasa

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cerasa@ilfoglio.it

16 Marzo 2019 alle 06:00

La cultura dell’odio diventata mainstream

Un'immagine del video dell'attentatore: i caricatori con i nomi

Trasformare gli attentati compiuti ieri in due moschee della Nuova Zelanda in una prova capace di certificare la nascita di un’internazionale suprematista pronta a prendere presto il controllo del mondo a colpi di fucile significa voler osservare la strage di Christchurch con lo sguardo di chi è interessato più a buttarla in caciara che a capire un fenomeno. Le quarantanove persone uccise ieri da un attentatore australiano di ventotto anni, che prima di sparare a chiunque gli capitasse sotto tiro...

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Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio da dieci anni e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

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  • Chichibio

    16 Marzo 2019 - 14:02

    Povero Marcantonio Bragadin, scorticato.

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  • Medicaid

    16 Marzo 2019 - 12:12

    Gentile Direttore io di Traini ricordo varie foto e video dopo l'arresto. Sempre gli è stato permesso dai Carabinieri di continuare a farsi avvolgere dalla bandiera italiana. Il messaggio nemmeno tanto subliminale è stato" SIAMO DI FRONTE AD UN PATRIOTA! " Un quotidiano romano stamane parla d " una strage come l"Isis" Cioè a dire: chi la fa la aspetti. Si potrebbe continuare a lungo. Messaggi di odio sono ormai pluriiquotidiani. Si innestano agevolmente nello stato d'animo di odio sociale, di paranoia che sono stati alacremente stimolati ed incrementati apparentemente solo dai 5 stelle. Senza parlare del continuo instillare veleno contro la democrazia. Ma basta cosi'. Cari saluti e grazie.

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  • Giovanni

    16 Marzo 2019 - 12:12

    All'imbecille omicida che ha compiuto il massacro di ieri si dovrebbe spiegare che non solo ha ucciso degli innocenti che non avevano fatto alcun male ma che probabilmente il suo atto causerà altre numerose vittime nei nostri paesi perchè di imbecilli come lui ce ne sono molti di più e molto più addestrati fra gli islamici radicalizzati. Coglione decerebrato!!!

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  • carlo.trinchi

    16 Marzo 2019 - 10:10

    Ci siamo scannati per secoli, millenni su punti religiosi e mai risolto nulla. Finché si operava in territori con confini certi tutto normale, affari e chissenefrega. Ora è diverso. La globalizzazione di tutto porta a questo e quale rimedio prima della catastrofe? Questo è il punto. Le tre religioni del contendere dovrebbero fare una rivoluzione copernicana dall’alto e ripensare Dio uno di tutti e non tre fintamente di tutti. Questo perche’ la divinità così come la vediamo e viviamo, divisa e contesa, nel lungo periodo non reggerà l’urto del progresso, della scienza e della conoscenza. Su questo si deve riflettere ed oggi sentirsi tutti musulmani come domani cristiani e poi, alla prossima strage , ebrei è, sarà una retorica fine a se stessa se non si intraprenderà la strada, per chi ci crede, di un Dio di tutti e non dei satrapi che lo interpretano e rappresentano per i casi loro.

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    • joepelikan

      16 Marzo 2019 - 18:06

      Caro Trinchi. Ma lei veramente pensa che mostri come Tarrant abbiano motivazioni religiose? Non è così, neanche Tarrant stesso si definisce cristiano. Il suo odio per i mussulmani (come l'odio dei nazisti per gli ebrei) è di tipo etnico, non religioso. Non confondiamo.

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      • carlo.trinchi

        17 Marzo 2019 - 15:03

        Non vedo etnia in un ebreo e nemmeno in un mussulmano anch’esso integrato, che ci sia non lo nego ma non abbastanza per fare stragi di ebrei o musulmani e domani cristini. Se la mettiamo in questi termini non avremo mai integrazione solo perché si interpreta Dio in un modo diverso ed è invece per di più per questo che ci siamo scannati per millenni. Gli italiani di religione ebraica sono tra noi da sempre e sono in ogni gruppo sociale e scientifico e imprenditoriale, vivono nello stesso condominio e fanno la mia stessa vita. Quindi non hanno una etnia diversa se non in alcuni l’estremizzazzione dell’essere e questo avviene anche nei cristiani. La differenza la senti nel momento che interpreti Dio o la negazione dello stesso figlio di Dio e il differenciarci porta all’estremo il matto di turno. Qui sta il tutto e le tre religioni vivendo da separate in casa possono portare a questo. Non integrano e portano all’odio identitario.

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