La Commissione europea dà due mesi a Orbán per cambiare linea sui migranti
L'Ungheria è stata deferita alla corte di Giustizia europea: le sue leggi violano le norme Ue su asilo e rimpatri
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19 JUL 18

La Commissione europea ha deciso di intensificare la sua battaglia legale contro l'Ungheria per il rifiuto del paese di rispettare le norme sull'immigrazione dell'Unione europea. L'esecutivo europeo, come si legge in una dichiarazione, ha deferito lo stato guidato da Viktor Orbán alla corte di Giustizia europea perché le sue leggi su asilo e rimpatri dei migranti non rispettano le norme comunitarie. Inoltre, ha inviato un'ulteriore "lettera di messa in mora" – che è il primo passo per avviare una procedura d'infrazione – per la cosiddetta legge "Stop Soros", perché viola "le leggi Ue, la carta dei diritti fondamentali e i Trattati". In particolare è discriminatoria e limita in modo sproporzionato le donazioni dall'estero alle organizzazioni perché viola la legislazione europea sulla libera circolazione dei capitali. Inoltre, l’Ungheria ha violato il diritto alla libertà di associazione e alla protezione dei dati personali non modificando le disposizioni in conflitto con la legislazione comunitaria. Le autorità ungheresi hanno 2 mesi per rispondere alle preoccupazioni della Commissione.
La Commissione ha avviato per la prima volta una procedura di infrazione contro l'Ungheria per le sue leggi sull'asilo nel dicembre 2015. A seguito di una serie di scambi a livello amministrativo e politico e di un'altra procedura d'infrazione, nel dicembre 2017 la Commissione ha inviato un parere motivato. "Dopo aver analizzato la risposta fornita dalle autorità ungheresi, la Commissione ritiene che la maggior parte delle preoccupazioni sollevate non siano ancora state affrontate e ha pertanto deciso di deferire l'Ungheria alla Corte di giustizia dell'Unione europea - l'ultima fase della procedura di infrazione", si legge nella nota diffusa oggi. La corte di Giustizia europea aveva già respinto il ricorso di Ungheria, Polonia e Slovacchia.
Cosa significa in pratica?
La Commissione può avviare una procedura d’infrazione contro uno stato membro che non attua il diritto comunitario. Se, nonostante la sentenza della Corte di giustizia europea, il paese continua a non rettificare la situazione, la Commissione può deferirlo dinanzi alla Corte di giustizia. Al secondo deferimento, la Commissione propone che la Corte imponga sanzioni pecuniarie, che possono consistere in una somma forfettaria o in pagamenti giornalieri o entrambi.
Le motivazioni della Commissione
In particolare, la Commissione ritiene che la legislazione ungherese sia incompatibile con il diritto europeo nei seguenti aspetti:
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Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016. Su Twitter è @e_cicchetti