Così il caso Aquarius aumenta le divisioni in Europa

Luca Gambardella

La vicenda dell'Aquarius e dei 629 migranti in attesa di essere trasportati sulla terra ferma resta ostaggio di una partita politica che potrebbe vivere il suo momento cruciale al Consiglio europeo del 28 e 29 giugno prossimi. Per quei giorni, i leader dei governi dell'Ue dovranno dare una risposta definitiva sulla proposta della Commissione per la riforma del regolamento di Dublino. A oggi l'astensione o la bocciatura del Consiglio rischiano di essere le eventualità più concrete.

 

La decisione del ministro dell'Interno Matteo Salvini di chiudere i porti italiani ai migranti salvati dalle navi delle ong ha raccolto il plauso dei leader del blocco dei paesi europei che non intendono in alcun modo aiutare Roma nell'accoglienza. Il premier ungherese Viktor Orbán ha elogiato l'azione di forza di Salvini: "Finalmente. E' un grande momento che potrebbe davvero portare a un cambiamento nella politica europea sui migranti", ha detto il più strenuo oppositore alla ripartizione dei richiedenti asilo tra i paesi dell'Ue.

  

L'Ue ha deciso di rinnovare le sue promesse di solidarietà nei confronti dell'Italia. Oggi è stato diffuso un comunicato in cui la Commissione ha proposto di triplicare i finanziamenti per la gestione dei confini esterni, passando dagli attuali 13 miliardi di euro a 34,9 nel budget 2021-2027. Il commissario all'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ha ringraziato l'Italia per gli sforzi compiuti fino a oggi per l'accoglienza. "L'Aquarius è solo un incidente". Roma "ha prodotto risultati e dobbiamo lodare l'Italia, le autorità italiane e gli italiani per avere aperto le loro porte e i loro cuori a quei disperati che hanno raggiunto l'Europa attraverso" la rotta del Mediterraneo centrale, ha dichiarato Avramopoulos.

 

La Commissione ha via via ammorbidito la sua posizione nei confronti dei governi guidati da partiti sovranisti. Ora, come ha confermato anche il presidente Jean-Claude Juncker lo scorso 6 giugno, "la priorità dell'Ue è diventata la difesa delle frontiere". La strana alleanza Salvini-Orbán mette in discussione i trattati internazionali – questa è la posizione sollevata da molti degli storici alleati italiani sulla questione dell'immigrazione, come Malta e la Spagna – e detta l'agenda alla Commissione Ue, organo guardiano degli stessi trattati violati da Roma e caduto in un silenzio imbarazzante a proposito della vicenda Aquarius.

   

Che l'episodio della nave bloccata al largo di Malta rischi di diventare un precedente grave ne è invece cosciente il presidente dell'Europarlamento, Antonio Tajani. Gli stati membri dell'Ue sulla gestione dei flussi migratori "devono trovare un accordo: non si rendono conto che è un fenomeno che fa crollare tutta la casa e tutti quanti resteranno sotto le macerie". "Non servirà chiudere la frontiera", ha spiegato Tajani. "Anche l'esercito romano è stato travolto, quando ci sono state le invasioni" barbariche. Rimanendo inerti, "saremo travolti, tra 20-25 anni, da fenomeni migratori che cambieranno tutto".

 

Ma gli attacchi più pesanti nei confronti dell'Italia a proposito della vicenda Aquarius sono arrivati da Parigi. Il presidente Emmanuel Macron ha ricevuto nelle ultime ore accuse bipartisan per il suo "silenzio colpevole" sul caso della nave umanitaria e, nel caso della riforma del regolamento di Dublino, ha sempre mantenuto posizioni ambigue. Senza timore di essere accusato di ipocrisia, viste le posizioni intransigenti sostenute in passato da Parigi nel chiudere a sua volta i confini con l'Italia a Ventimiglia, oggi il governo francese ha definito "cinica e irresponsabile" la scelta di Salvini di chiudere i porti. "Non è il caso di creare un precedente che permetterebbe domani a un paese europeo di scaricarsi delle sue responsabilità", ha dichiarato il portavoce del governo francese, Benjamin Griveaux. "Dobbiamo mostrare solidarietà, cosa che l'Italia non sta facendo".

  

Ancora più duro è stato Gabriel Attal, portavoce di En Marche!, il partito di Emmanuel Macron: "Considero la linea del governo italiano vomitevole", ha detto Attal, che ha innescato la pronta pronta reazione della Lega: "Sull'immigrazione, vomitevole è la posizione della Francia di Macron, non quella di Salvini", ha scritto la capo delegazione della Lega al Parlamento europeo, Mara Bizzotto. "Io voglio lavorare serenamente con tutti", ha aggiunto il ministro dell'Interno italiano, ma "prima gli italiani". Così, il bilaterale di venerdì prossimo in programma a Parigi tra Macron e il premier Giuseppe Conte si preannuncia estremamente complesso per il nuovo presidente del Consiglio italiano.

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