Anche la Danimarca vieta il burqa e il niqab

Redazione

Oltre all'Austria, alla Francia e al Belgio, ora anche la Danimarca ha vietato alle donne musulmane di indossare in luoghi pubblici i veli che coprono integralmente o in parte il loro volto, come il niqab e il burqa. Giovedì il Parlamento di Copenhagen, con il voto favorevole di 75 rappresentanti contro 30 (e 74 assenti), ha approvato la legge proposta dal governo di coalizione del centrodestra. 

 

L'iniziativa non intende penalizzare alcuna confessione in particolare, ha detto l'esecutivo: gli altri tipi di velo usati dai musulmani e i tradizionali copricapi ebraici non saranno banditi. "Questo non è un divieto sugli abiti religiosi, è un divieto contro i camuffamenti", aveva detto lo scorso ottobre il portavoce del Partito liberale, Jacob Ellermann-Jensen, al momento della presentazione della proposta, che è stata sostenuta anche dal più grande partito del paese, quello dei socialdemocratici.

 

Dal primo agosto chi infrangerà il nuovo provvedimento dovrà pagare una multa di mille corone (circa 135 euro). L'impatto della legge sarà comunque limitato, dato che in Danimarca sono poche le donne che indossano burqa o niqab. Ong internazionali come Amnesty International protestano contro il divieto, accusato di violare i diritti umani. Gabri van Gulik, il direttore di Amnesty in Europa, ha detto all'agenzia Associated Press che "tutte le donne dovrebbero essere libere di indossare i vestiti che esprimono la loro identità e la loro fede. Questo divieto avrà un impatto negativo sulle donne musulmane che scelgono di solito di indossare il burqa o il niqab. Le criminalizza". 

 

Lo stesso Gulik ha ammesso che qualche restrizione è ammissibile ma solo – ha detto – per garantire la sicurezza e l'identificazione delle donne in determinati contesti. 

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