Ancora antisemitismo militante per Abu Mazen

Redazione

Mahmoud Abbas nell'ultima riunione del Consiglio nazionale palestinese di lunedì ha dichiarato che gli ebrei in Europa sono stati massacrati per secoli a causa del loro "comportamento sociale legato all'usura e alle banche". Per Abu Mazen la religione non c'entra nulla con lo sterminio della popolazione ebraica in quanto "dall'undicesimo secolo sino all'Olocausto in Germania, gli ebrei in Europa occidentale e orientale furono sottoposti a un massacro ogni 10 o 15 anni" e questo a causa dei "loro comportamenti all'interno delle comunità nelle quali vivevano".

 

Nel suo discorso, Abbas ha più volte ribadito che Israele è "un progetto coloniale" europeo e che gli ebrei non avevano alcun diritto di rivendicare quei luoghi. "Ora si parla di questa terra come della patria degli ebrei", ha detto nella sua "lezione di storia" a Ramallah. "Dicono rivolevano Sion, ma la storia dimostra quanto questo sia infondato. La prova è che la prima persona a chiedere uno stato ebraico fu Oliver Cromwell nel 1653", riporta il Jerusalem Post. "Napoleone Bonaparte venne dopo di lui e disse la stessa cosa. E dopo arrivò Churchill. Tutti chiedevano uno stato ebraico, tutti a eccezione degli ebrei. La volontà di costruire uno stato nazionale è sempre stata una prerogativa degli stati coloniali". E questo perché "i leader europei hanno voluto piantare un popolo straniero in Palestina per favorire il conflitto e la divisione negli stati arabi e quindi mantenere il controllo su di loro e, quindi, continuare a sfruttarli".

 

Il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, ha commentato queste dichiarazioni sottolineando come Abbas si sia dimostrato ancora una volta un "antisemita e patetico" e ciò dimostra come l'Olp continui a essere un problema per Israele. "Questo sì che è un partner per la pace", ha scritto in un tweet il vicepremier israeliano Michael Oren. 

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