Le prove di Macron inchiodano Assad: “Utilizzate armi chimiche in Siria”

Paola Peduzzi

Il momento “abbiamo le prove” è durato un attimo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha detto, durante l'intervista-manifesto rilasciata a Tf1: “Abbiamo le prove che le armi chimiche sono state utilizzate in Siria” e quasi in contemporanea l’Organization for the Prohibition of Chemical Weapons (Opcw, che prese il premio Nobel per la pace nel 2013) ha pubblicato il riassunto del documento frutto dell'inchiesta sul gas usato a Salisbury, nel Regno Unito, richiesta dal governo di Londra (il documento intero è classificato): conferma l'utilizzo di un agente nervino di livello militare a “un alto grado di purezza”, cioè senza contaminanti.

 

I gas chimici sono quindi stati utilizzati, però quel che interessa è chi li ha utilizzati. Poco dopo la pubblicazione del documento inglese, l'emittente Russia Today, vicina al Cremlino, ha precisato: non si cita il “novichock” esplicitamente e non c'è alcuna accusa ufficiale alla Russia. Ma non era questo che era stato richiesto all'Opcw, che si occupa di proibire e monitorare le armi chimiche, e quindi doveva soltanto stabilire se, come sosteneva l'intelligence britannica, era stato utilizzato un agente nervino sul territorio inglese, anche se una serie di laboratori e tecnici e soprattutto uno scetticismo alimentato dalla propaganda russa e dal partito Labour avevano fatto credere il contrario. A tirare le conclusioni è stata la politica: il ministro degli Esteri inglese, Boris Johnson, ha definito “decisivo” l'esito dell'inchiesta. Impegnato in un incontro con il collega tedesco Heiko Mass e il consiglio dei ministri convocato sulla Siria, Johnson ha dichiarato: “Non ci sono dubbi sull'utilizzo del gas e non restano molte alternative sui responsabili: soltanto la Russia ha gli strumenti, le motivazioni e il passato”.

 

Macron è stato più diretto: la responsabilità dell'attacco chimico è del rais siriano, Bashar el Assad. Per questo l'intervento in Siria ci sarà, ha detto il presidente francese, in rispetto del diritto internazionale e in difesa dei diritti umani. Guardando avanti, Macron ha detto che il momento dell'attacco sarà scelto per essere “efficace” e che bisogna pensare “alla Siria del futuro”.

 

Si aspetta la reazione della Russia, che nega entrambe le responsabilità, ma intanto ha chiesto all'Opcw di entrare in Siria per verificare quel che è accaduto a Douma. La settimana scorsa l'organizzazione aveva rifiutato la richiesta dei russi di partecipare all'inchiesta sull'incidente di Salisbury.

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