Il nervino di Salisbury, Regno Unito

Redazione

"Abbiamo identificato un agente nervino" che ha avvelenato l’ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia. Lo ha detto mercoledì Mark Rowley, capo dell’antiterrorismo della polizia metropolitana inglese, un uomo che ha sventato “23 attentati terroristici” sin dal suo incarico nel 2013, e che sarebbe dovuto andare in pensione proprio in questi giorni, ma come nei migliori romanzi spionistici è stato trattenuto in servizio da una storia che sembra uscita dalla penna di Le Carré. Domenica scorsa Skripal, 66 anni e un passato da doppio agente russo che passava i segreti a Londra, e sua figlia di 33 anni sono stati trovati privi di conoscenza su una panchina di Salisbury. Come riferito da Rowley, uno dei poliziotti che li ha soccorsi è in “gravi condizioni” in ospedale.

 

L’esposizione a un veleno era chiara, ma ora che si sa che è stato utilizzato un agente nervino la posizione inglese nei confronti del principale sospettato – il Cremlino – sarà ancora più dura. Il nervino, infatti, rispetto per esempio al tallio, che pure era stato indicato come possibile veleno usato a Salisbury, è un agente vietato dalle convenzioni internazionali. E’ con un agente nervino che è stato ucciso il fratello del leader nordcoreano Kim Jong-un a Kuala Lumpur poco più di un anno fa, ed è per l’uso di agenti nervini perpetrato dalla Corea del nord che gli Stati Uniti hanno imposto l’altro ieri nuove sanzioni economiche. Ma è un agente nervino anche il sarin, il cui traffico tra Corea del nord e Siria è stato certificato da un report dell’Onu di prossima pubblicazione. Londra si trova in mezzo a un’altra crisi internazionale, con un’opinione pubblica agguerrita nei confronti della Russia e un traffico di agenti letali che mette insieme, in un colpo solo, su una panchina, tutti i fili oscuri delle dittature mondiali.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.