Il missile “invincibile”, la lotta alla povertà. Cosa ha detto Putin

Micol Flammini

E’ stato l’ultimo discorso da presidente e il secondo da candidato. Oggi Vladimir Putin ha parlato alle due camere riunite e ha delineato le promesse elettorali per il suo, quasi scontato, quarto mandato. Il 18 marzo in Russia si voterà per le presidenziali e la vittoria di Vladimir Putin sembra essere certa. Nel discorso ha presentato gli obiettivi che lo attendono nei prossimi sei anni e ha tratto un bilancio di quelli raggiunti nel suo ultimo mandato. A dicembre, durante la conferenza di fine anno, aveva affermato di aver realizzato più del novanta per cento delle promesse fatte ai russi nel 2012. Il concetto è stato ribadito e più volte ha ripetuto: “Dobbiamo creare la Russia che stiamo sognando”. Ma qualcosa è cambiato rispetto ai precedenti discorsi. Innanzitutto il luogo. Non più il Cremlino, ma il Manezh, l’antico maneggio di Mosca. Una sala più grande e più spaziosa. Anche le modalità di presentazione degli obiettivi sono state diverse. Slide per fissare i nuovi obiettivi, grafici, video. In prima fila, il patriarca Kirill, in terza Valery Gerasimov, capo di stato maggiore. La chiesa e l’esercito, i due pilastri che sostengono il potere, quasi ventennale, di Vladimir Putin.

  

Sanità e istruzione

 

“La Russia è diventata una potenza economica mondiale, ma sotto alcuni punti di vista, estremamente importanti, non abbiamo raggiunto i livelli richiesti, ma dobbiamo farlo e lo faremo”. La prima parte del discorso è stata dedicata alle risorse che Vladimir Putin intende investire in sanità e istruzione. A novembre, la World Bank  aveva avvisato la Russia della necessità di aumentare la spesa per il welfare del 2 per cento, per non mettere a repentaglio la crescita della nazione. “Dobbiamo preparare e selezionare i nostri studenti”, ha detto il presidente russo che ha anche parlato di una riforma dell’istruzione che dia a tutti la possibilità di studiare, ma che premi l’eccellenza. “La Russia deve diventare appetibile anche per gli studenti stranieri”, i quali attirati dall’eccellenza che Putin intende garantire nelle università, scelgano gli atenei russi.

  

Povertà

 

Nella prima metà del discorso Vladimir Putin ha promesso che dimezzerà la povertà nei prossimi sei anni e ha parlato di lavoro e di aumento dell’aspettativa di vita. “I russi devono avere garantita la stessa longevità del Giappone e della Francia” e poi ha ricordato i risultati raggiunti: “Nel 2000 in Russia vivevano più di 42 milioni di persone sotto la soglia di povertà, oggi ce ne sono 20 milioni, ma restano ancora troppe”.

 

Investimenti e tecnologia

  

L'obiettivo è quello di aumentare le esportazioni. Secondo il presidente russo, attraverso un aumento degli investimenti da destinare all’agricoltura e all'allevamento, Mosca potrà limitare le importazioni e far crescere la produttività. “Aumentare la produttività significa anche aumentare i salari e far crescere la domanda”. Putin ha parlato anche di aiuti per le imprese più piccole e di massicci investimenti nella digitalizzazione per rendere più trasparente tutto l’apparato statale e per combattere la corruzione. “Spero che la Banca centrale mi sosterrà”, ha detto. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, l’economia è in miglioramento, il prodotto interno lordo in Russia del 2017 è previsto in crescita dell’1,8 per cento e il tasso di disoccupazione è al 5,5 per cento, quindi queste promesse sarebbero anche realizzabili. Molto dipenderà da quali fasce di reddito Mosca intenderà tassare.

 

Largo spazio del suo discorso è stato dedicato anche alla tecnologia. Uno degli obiettivi principali è quello di trasformare la Russia in un hub di riferimento mondiale per i big data. Ha ribadito che è essenziale diventare dei leader nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, da applicare non solo nella ricerca bellica, ma anche nella scienza, nella sanità e nell’istruzione. Finora la macchina tecnologica russa si è distinta soprattutto per le interferenza nella politica americana e europea, per la fabbrica dei troll e la cyber guerra che hanno messo in difficoltà le democrazie occidentali.

  

Difesa

 

“Una Russia militarmente forte è garanzia di pace in tutto il nostro pianeta”, ha detto Vladimir Putin. Il presidente ha parlato del sistema missilistico, della necessità di lavorare sia sulla difesa, attraverso tecnologie che consentano di proteggere il territorio da eventuali attacchi, e attraverso l’attacco. Ha anche presentato un missile, in grado di sfuggire alle intercettazioni. “La Russia deve essere in grado di rispondere, se qualcuno cercherà di usare armi nucleari contro la Russia, dovrà vedersela con una ritorsione immediata”. Attraverso l’uso di slide e soprattutto di video, Putin ha mostrato le nuove armi brevettate, missili, sottomarini, carri armati. “Tutto quello che vi sto mostrando – ha detto alla platea – è completamente nuovo, inventato dai nostri ingegneri. Questi missili ancora non hanno un nome” e ha invitato i cittadini russi a fare le loro proposte.

 
Rapporti internazionali

 

Come già era accaduto durante il discorso di fine anno, il presidente russo non ha dedicato molto spazio alla politica estera e alle missioni militari. Ha parlato di relazioni strategiche con India e Cina, di salvaguardia degli interessi nazionali nella regione artica. “Attraverso delle sanzioni sleali, alcuni paesi stranieri hanno cercato di bloccare il nostro sviluppo, ma non ci sono riusciti”, ha detto. E poi, parlando della Siria: “La nostra missioni a supporto del governo di Assad ha mostrato quanto la nostra nazione abbia aumentato la sua capacità di difendersi”.

 

Poche le parole spese riguardo la situazione in Ucraina, dove dal 2014 va avanti una guerra che ha causato oltre 10 mila morti secondo l'ultimo report dell'Alto commissariato della Nazioni unite, il presidente russo ha solo parlato dei lavori per costruire il ponte che collegherà la Crimea alla Russia, che, secondo le promesse dovrebbe essere pronto tra un paio di mesi.

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