Ad Amsterdam c'è qualcuno che non vuole più l'Ema

Maurizio Stefanini

“E per l'Ema dovremmo fare i salti di gioia? Ma lasciamolo a Milano: faremo contenti gli italiani e staranno meglio anche gli abitanti di Amsterdam”. La provocazione del giornalista e blogger Henk Willem Smits risale al 17 gennaio, due settimane prima che il governo italiano e il Comune di Milano presentassero il loro ricorso rispettivamente alla Corte di Giustizia dell'Ue e al Tribunale dell'Ue – entrambi con sede a Lussemburgo – contro l'assegnazione alla città olandese dell'Agenzia europea del farmaco (Ema), avvenuta per sorteggio. Tre settimane prima, il Comune di Milano aveva anche chiesto una sospensione “urgente” del trasferimento. “La Commissione Ue non è parte di quello che sembra essere un dibattito molto vicino alla campagna elettorale italiana”, aveva allora commentato il commissario europeo alla salute Vytenis Andriukaitis. Ma il fatto è che a marzo, oltre alle politiche italiane del 4 ci sono le amministrative olandesi del 21. Anche a Amsterdam c'è dunque una campagna elettorale in corso. E i toni sono tali da spiegare per lo meno in parte quei ritardi da cui sono nati i ricorsi italiani.

 

La carenza di alloggi

 

Ad Amsterdam c'è una forte carenza di alloggi, che hanno prezzi molto elevati, e per questo motivo da un po' di tempo l'amministrazione cittadina sta prendendo provvedimenti sempre più drastici per ridurre la congestione. Il 5 ottobre, il Comune ha vietato l'apertura di nuovi negozi per turisti e ha contingentato gli affitti riservati ai visitatori a non oltre i 30 giorni l'anno per abitazione. A gennaio da Amsterdam è pure partito un appello per chiedere alla Commissione europea di obbligare Airbnb a rendere noti i dati dei propri utenti (un appello che è stato rivolto anche da altre sette metropoli europee). Ma ciò sembra non bastare. Dopo che nel 2014, per la prima volta dal 1946, i laburisti avevano cessato di essere il primo partito della città, l'amministrazione è in mano a un tripartito tra i liberali di sinistra dei Democratici 66, che hanno 14 consiglieri; i laburisti, 10 consiglieri; e i liberali di destra del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (Vvd) del primo ministro Mark Rutte, che ne hanno 6. Al Vvd appartiene il sindaco Jozias van Aartsen, subentrato nel 2017 dopo la morte del laburista Eberhard van der Laan.

 

Rischio gentrificazione

 

All'opposizione, a parte un eletto a testa per democristiani, Partito degli animali e Partito dei pensionati, le due forze principali sono con sei consiglieri a testa il Partito Socialista, di sinistra radicale, e la Sinistra Verde. E tutti e due questi partiti stanno in pratica impostando la propria campagna proprio contro l'Ema. In modo esplicito i socialisti, che accusano l'agenzia di essere al soldo della multinazionali farmaceutiche e – aggiungono – un suo spostamento nella città accelererebbe la gentrificazione della città. “La politica del governo di attrarre multinazionali e agenzie internazionali mette a rischio la vivibilità di Amsterdam”, tuona il consigliere comunale socialista Erik Flentge. La campagna della Sinistra verde intende bloccare l'espansione dell'aeroporto di Lelystad, di cui il Comune di Amsterdam detiene un quinto del pacchetto azionario. L'operazione servirebbe ad alleviare l'aumento di traffico sull'altro aeroporto di Schiphol, dove tra 2016 e 2017 i passeggeri sono saliti del 7,7 per cento, arrivando a 68,4 milioni. Ma senza la ristrutturazione di Lelystad, con l'arrivo dell'Ema, Schiphol rischierebbe il collasso.

 

Il leader nazionale Jesse Klaver, grande protagonista delle ultime elezioni nazionali col suo look da “Trudeau olandese”, condivide l'idea del capogruppo al Comune Rutger Groot secondo cui ampliare Lelystad “aumenterebbe l'inquinamento atmosferico e acustico”. Insomma, un'idea “anti-sociale”.

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