L'alfiere logorato di Trump, Jeff Sessions, è stato interrogato sul Russiagate

Redazione

Per la prima volta un membro del gabinetto di Donald Trump, il procuratore generale Jeff Sessions, è stato interrogato sulle presunte connessioni tra la Russia e le elezioni americane del 2016. Lo scoop è del New York Times, che riporta anche le parole di un portavoce del dipartimento di Giustizia, Sarah Isgur Flores, che ha confermato l'interrogatorio di diverse ore, condotto in gran segreto la settimana scorsa dallo special counsel, Robert Mueller.

 

A marzo dello scorso anno, Sessions – uno dei primi sostenitori di Trump, a cui il presidente deve buona parte del proprio successo elettorale – aveva chiesto di ricusarsi dall'inchiesta sul Russiagate. Il Congresso fu informato di alcuni incontri (almeno due) avuti tra Sessions e l'ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey I. Kislyak, durante la campagna elettorale. Allora, Trump aveva reagito in modo molto duro, e aveva criticato su Twitter la posizione "molto debole" assunta da Sessions a proposito  dei “crimini di Hillary Clinton e sui leaker di intelligence”. Da allora, il rapporto tra i due si era incrinato, inaugurando un lungo logoramento. Trump aveva puntato anche sulla mediazione di un avvocato, Donald F. Graham II, per convincere Sessions a non disinteressarsi delle indagini sul Russiagate. Ma il procuratore generale preferì seguire i suggerimenti del dipartimento di Giustizia e si tirò fuori dalla vicenda, lasciando Trump privo della protezione di un suo fedelissimo.

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