Un futuro europeo per la Russia

Micol Flammini

Roma. La campagna elettorale di Ksenja Sobchak, candidata alle elezioni di marzo in Russia, ha come slogan Protiv vsech, “contro tutti”. “Contro l’attuale governo, contro le politiche sociali, contro tutto”, dice al Foglio Sasha Belanovsky. Altissimo, biondo e sbarbato, Belanovsky è il rappresentante ufficiale della campagna elettorale della bella ex presentatrice televisiva. E’ un giornalista, ha lavorato per varie testate, tra le quali l’emittente radiofonica dissidente Echo Moskvy, di cui fa parte Tatyana Felgenhauer, la reporter ferita qualche mese da un uomo armato di coltello. Parla diverse lingue ed è il rappresentate di questa nuova generazione russa, sempre in movimento e poliglotta, che sente un gran bisogno di cambiamento. Dimenticate i déraciné di un tempo che abbandonavano la patria e, una volta fuori, ne narravano le ingiustizie e i soprusi: questi giovani vogliono rinnovare la Russia. La generazione di Ksenja Sobchak e di Sasha Belanovsky rimane per combattere contro tutti.

 

“Anche contro la politica estera che il Cremlino ha portato avanti – dice con speranza e convinzione – E’ ora di spezzare le tensioni che fanno sì che Mosca sia tanto temuta e odiata”. La Sobchak tempo fa aveva definito giuste le sanzioni contro il proprio paese e aveva dimostrato una posizione decisamente anti putiniana sulla Crimea: “Fa parte dell’Ucraina”, aveva detto, sollevando molte polemiche. Finora nessun candidato si era espresso in questi termini. “Non è più tempo di continuare a essere ostili nei confronti dell’occidente”, ci dice Belanovsky. Il tema delle interferenze russe nella politica estera diventa di giorno in giorno più centrale, coinvolge anche l’Italia: “Quel che accade dentro al Cremlino possono saperlo soltanto i funzionari che vi lavorano – sottolinea – Non posso dirlo con certezza, ma non escludo che abbiano tentato di interferire nelle elezioni di altri paesi, che il Cremlino stia cercando di sostenere in qualche modo i populisti per destabilizzare anche l’Italia è plausibile”.

   

La campagna elettorale di Ksenja Sobchak, colorata ed entusiasta, è diversa da tutto ciò che la politica russa ha sperimentato finora. Tra i responsabili c’è anche Vitali Shkliarov, lo spin doctor della star democratica statunitense Bernie Sanders e, non a caso, la fervente organizzazione che ruota attorno alla candidatura dell’ex presentatrice televisiva ha un’impronta molto americana. Spille, bandiere, comizi, una copertura straordinaria sui social. “Abbiamo fatto di necessità virtù”, spiega Belanovsky: “E’ difficile che i media russi ospitino dibattiti elettorali e soprattutto è difficile che invitino qualcuno che non sia Vladimir Putin, quindi i social sono il nostro mezzo per comunicare con la gente”. La Sobchak è molto nota in Russia, , suo padre Anatolij era l’ex sindaco di San Pietroburgo nonché mentore politico di Vladimir Putin e c’è chi sostiene che il presidente russo sia il suo padrino. “Si dicono tante cose sul conto di Ksenja, è come se si volesse dire che lei rappresenta tutto quello cui dice di essere contro – spiega Belanovsky – A fine dicembre abbiamo ufficialmente registrato la campagna elettorale e ora stiamo finendo di raccogliere le firme. Dobbiamo averne centomila e abbiamo quasi finito. Poi le consegneremo alla commissione elettorale che dovrà approvarle, ma possiamo affermare che Ksenja è in corsa”.

  
Il movimento di Sobchak è stato accolto nel partito di centrosinistra Iniziativa civica, un gruppo che alle elezioni del 2014 non riuscì a entrare nella Duma e che ha visto nel volto televisivo una concorrente plausibile contro Putin, anche se i media russi e internazionali hanno già assegnato al presidente uscente il quarto mandato, prima ancora di conoscere il parere dei cittadini. “Cerchiamo di essere realisti, non abbiamo chance di vincere”, ammette candidamente Belanovsky. “Sono delle elezioni faziose, parziali. Il nostro obiettivo è quello di ottenere il secondo posto”. Molti giovani sostengono Ksenja, la sua campagna è una sferzata di speranza e novità. “Ci seguono tanti ragazzi, ma noi non vogliamo rappresentare un’alternativa soltanto per le nuove generazioni, vogliamo essere trasversali”, spiega Belanovsky. “E’ vero che stiamo facendo qualcosa di mai visto, ma noi ci rivolgiamo a tutte le età e a tutte le classi sociali e in molti ci stanno dimostrando il loro sostegno”. Per dimostrare che un’alternativa a Vladimir Putin esiste, la squadra di Sasha ha brevettato un gioco online. Si chiama Pulkan, acronimo di una domanda che in italiano suona così: “E’ Putin il miglior candidato?”.

 

Si gioca come in un casinò e l’obiettivo è quello di dimostrare che se si lascia tutto al caso, senza tentare di intervenire sul presente, allora nulla cambierà mai in Russia. “E’ un gioco semplice, soltanto dimostrativo, ma ci costringe ad ammettere con amarezza che per tutti questi anni in cui abbiamo lasciato che le cose accadessero, la gente si è disinteressata. Ora è il momento di intervenire”. L’attivista Alexei Navalny non potrà partecipare alle elezioni di marzo, e Ksenja è l’unico candidato veramente nuovo. Gli altri, Zjuganov, Zhirinovsky, Yavlinsky sono già noti all’elettorato. La Sobchak però è profondamente diversa anche dall’irruento Navalny. Calma, razionale e diretta, Ksenja sta portando avanti una campagna con un programma ambizioso che punta ad abolire le disuguaglianze, si è fatta promotrice della comunità Lgbt, è a favore di una politica liberista in economia, e intende migliorare i rapporti diplomatici. “In questi mesi che precedono le elezioni abbiamo deciso di viaggiare molto, la Russia è immensa e Ksenja vuole visitarla tutta, vuole che i suoi possibili elettori la conoscano di persona”, racconta Sasha. “E’ straordinario vedere come riesce a reagire alla pressione. La gente la riempie di domande, le parla di problemi, a volte anche personali, e lei ascolta, risponde, non si distrae. Scrive i discorsi personalmente. E’ un celebre personaggio televisivo e la sua candidatura ha incuriosito molto la gente. Ogni tappa è un bagno di folla”.

   
Con ogni probabilità, Vladimir Putin vincerà anche le elezioni di marzo 2018. Ksenja Sobchak lo sa, ma intanto si è posta un altro obiettivo: contro tutti sì, ma per mostrare alla Russia un po’ di futuro.

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