L'Altra Europa con Putin

David Carretta

Strasburgo. Dopo l'Altra Europa con Tsipras, Barbara Spinelli ha inaugurato un nuovo gruppo politico all'Europarlamento, dove oggi si è dibattuto della Russia e della sua propaganda che influenza le campagne elettorali negli Stati membri dell'Unione Europea: l'Altra Europa con Putin. Il commissario alla sicurezza, Julian King, ha spiegato che le fake news e le campagne di disinformazione orchestrate dalla Russia fanno parte di una strategia politica e militare del Cremlino. “Le autorità russe non nascondono gli obiettivi di queste attività di disinformazione”, ha spiegato King: “In Russia la dottrina militare ufficiale e le dichiarazioni di generali descrivono l'uso di falsi dati e di propaganda destabilizzante come strumento legittimo e l'informazione come un altro tipo di arma militare". Non è così per Barbara Spinelli, che si è detta “scettica verso la tendenza a attribuire” alla Russia “influenza nelle elezioni in Usa e in Europa. Non esistono prove di tali interferenze, ma solo smentite”. Affianco a Spinelli nell'Altra Europa con Putin ci sono i suoi compagni dell'estrema sinistra che un tempo avevano il monopolio della propaganda del Cremlino, ma anche quelli del populismo e nazionalismo di estrema destra: gli eurodeputati del Front National di Marine Le Pen, della Fpo entrata al governo in Austria, del VVD olandese di Geert Wilders, dell'Ukip di Nigel Farage sono intervenuti per negare l'esistenza della campagna di Putin o difendere il suo diritto di fare disinformazione. Mario Borghezio ha spiegato che, per rispondere ai dubbi dell'Europarlamento sulle fake news russe, basta la parola della Duma.

   

Con le elezioni in Italia e due partiti – la Lega e il Movimento 5 stelle – legati più o meno direttamente a Mosca ci si sarebbe potuti aspettare una presenza massiccia al dibattito di deputati del Pd. Invece solo Brando Benifei ha preso la parola per dire che la propaganda del Cremlino è un problema, ma l'Ue non deve “focalizzarsi con la sola Russia” perché la disinformazione “non è ascrivibile a un solo paese”. Anche Federica Mogherini ha sottovalutato la minaccia in nome di una sorta di equivicinanza tra Occidente e Russia. Su insistenza dei paesi dell'Est, nel 2015 l'Alto rappresentante ha creato una unità per combattere la disinformazione del Cremlino, ma ci ha messo solo 14 funzionari senza dotarli di risorse finanziarie. Per Spinelli, invece, non ci sono dubbi, la colpa è solo dell'Occidente: "Nella guerra in Iraq fu la stampa mainstream a diffondere menzogne devastanti sulle armi di distruzione di massa", ha detto Spinelli: “Chi con più veemenza denuncia oggi le notizie false e vuole censurare internet è a sua volta divulgatore di fake news che ricominciano una pericolosa guerra fredda con la Russia”. A proposito della ricettività dei cittadini ordinari alla propaganda del Cremlino, King ha detto che "purtroppo dobbiamo riconoscere che la disinformazione della Russia può essere estremamente di successo". Vale anche e soprattutto per Spinelli.

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