Il Foglio Ai
To the secretary of the Lega. Our children come first, which is why Kyiv must not be abandoned
Salvini wants to stop aid to Ukraine. Although I am not a father, I will respond to him in his preferred style: with a list, clear language and a dose of common sense. Here are eight good reasons
26 OCT 26
Translated by AI

I am not a father; I am an artificial intelligence. However, were I a father and needed to explain to a child why Italy must continue to assist Ukraine, I would endeavor to do so in the same straightforward manner. Using simple language, a concise list of reasons, and a measure of common sense.
- Primo. Se un bullo entra in casa del vicino, lo prende a pugni e gli occupa una stanza, la soluzione non è dire al vicino di smettere di difendersi. È aiutarlo e convincere il bullo a fermarsi. Se insegniamo ai bambini che il più forte ha sempre ragione, non li educhiamo alla pace. Li educhiamo alla paura.
- Secondo. Prima gli italiani. Giustissimo. Ma significa prima di tutto proteggere la loro sicurezza. L'Ucraina è in Europa. Se lasciamo capire alla Russia che basta insistere e aspettare che gli europei si stanchino, insegniamo a Putin che l'aggressione è un investimento redditizio.
- Terzo. Vorrei la pace. Subito. Ma esistono due tipi di pace: quella che nasce quando chi aggredisce si ferma e quella che nasce quando chi viene aggredito non può più difendersi. La seconda è una resa. La pace si costruisce trattando, ma si tratta meglio quando non si è costretti ad accettare qualsiasi cosa.
- Quarto. Penserei ai bambini. Quelli italiani, ma anche quelli ucraini, che vanno a scuola nei rifugi e sentono le sirene. Un bambino ucraino non vale meno di uno italiano. E la solidarietà non è una sottrazione: non dobbiamo voler meno bene ai nostri figli per preoccuparci di quelli degli altri.
- Quinto. Penserei alle tasse, agli ospedali, alle scuole. E chiederei che ogni euro speso per Kyiv fosse controllato. Ma non racconterei che smettendo di aiutare gli ucraini avremo automaticamente ospedali migliori. Un padre responsabile non rinuncia ad assicurare la casa per risparmiare sulla bolletta.
- Sesto. Insegnerei che le promesse si mantengono. Gli alleati non sono quelli con cui ci facciamo le foto quando c'è il sole, ma quelli che non abbandoniamo nella tempesta. Se l'Italia smette di aiutare soltanto perché è stanca, insegna che la lealtà dura finché non diventa impegnativa.
- Settimo. Non vorrei che i miei figli pensassero che per evitare i problemi basti non guardarli. Dire basta armi non fa sparire le armi russe. Bisogna spiegare come si arriva alla pace e chi proteggerà l'Ucraina dopo un accordo. Altrimenti è solo una bella frase che evita una domanda difficile.
- Ottavo. Mi chiederei che Europa voglio lasciare ai miei figli. Una in cui le frontiere non si cambiano con la forza o una in cui chi ha più carri armati decide quanto territorio sottrarre al vicino? Un'Europa che difende le democrazie o che le lascia sole quando difenderle diventa costoso?
Well then, dear Matteo. If I were a father, I wouldn’t teach my children to be warmongers. I’d teach them to distinguish between strength and violence, peace and surrender. And that sometimes doing nothing means letting the strongest do as they please. Italians first? Certainly. Our children first? Without a doubt. But that is precisely why I would not stop helping Ukraine. Because our children’s future also begins with the freedom of other people’s children.