Limiti e nuove miopie dell’Ue con Belgrado

Bruxelles loda gli studenti ma rischia di pagare anni di appeasement con Vucic. Quando i giovani chiedevano sostegno, la Commissione taceva o appoggiava il presidente per non spingerlo ulteriormente verso Putin   

26 OTT 26
Ultimo aggiornamento: 06:59 PM
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(Foto La Presse)

L’Unione europea ha accolto con entusiasmo la vittoria della Lista degli studenti nelle elezioni legislative in Serbia domenica. Un movimento nato due anni fa per contestare la corruzione di Aleksandar Vucic è riuscito a rovesciare un regime decennale. “Il popolo serbo si è mobilitato in numeri record per plasmare il futuro del proprio paese”, hanno detto Ursula von der Leyen e António Costa, presidenti di Commissione e Consiglio europeo, congratulandosi con la Lista degli studenti: “Siamo pronti a sostenere le riforme sullo stato di diritto, la libertà dei media, la lotta alla corruzione e istituzioni democratiche solide, e a lavorare insieme per promuovere il futuro della Serbia dentro l’Ue”. La commissaria all’Allargamento, Marta Kos, ha aggiunto che “per la Serbia può aprirsi un nuovo capitolo. La porta verso l’Ue è aperta e siamo pronti ad andare avanti insieme”. Le nuove autorità di Belgrado ascolteranno l’appello? C’è da dubitarne, e non solo perché la Lista degli studenti non ha espresso posizione sull’adesione della Serbia all’Ue. Bruxelles spera di mettersi alle spalle tutte le ambiguità di Vucic, che ha allineato il suo paese più alla Russia che all’Ue, rifiutando le sanzioni per la guerra all’Ucraina e le riforme necessarie a far avanzare il processo di allargamento, e ha alimentato il veleno nazionalista per destabilizzare la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo. Ma nei suoi rapporti con il governo degli studenti l’Ue rischia di pagare il prezzo di un decennio di appeasement di Vucic. I giovani, che dalla tragedia alla stazione di Novi Sad nel novembre del 2024 sono scesi in piazza per contestare il regime, avevano chiesto il sostegno dell’Ue. Nel migliore dei casi la Commissione di von der Leyen ha risposto con silenzio eloquente. Nei peggiori ha espresso sostegno a Vucic per evitare che l’uomo forte di Belgrado si avvicinasse ulteriormente a Vladimir Putin. Un governo degli studenti potrebbe non essere così entusiasta di abbracciare un’Ue che per anni ha tradito la causa della democrazia in Serbia.