EDITORIALI
Milano in guerra (ibrida). La manovra occulta ed eterodiretta per scardinare le menti dei giovani
Per Crosetto gli scontri di Milano sono parte di una guerra cognitiva. Social network, raccolta dei dati e algoritmi sarebbero le armi usate da potenze straniere per influenzare i giovani e destabilizzare le democrazie. Ma il nome del presunto mandante resta sottinteso

(Foto Ansa)
Milano è diventata il campo di battaglia di una guerra ibrida dai contorni sfocati, dove è difficile identificare gli schieramenti e i comandanti, in cui le armi non convenzionali sono TikTok e Telegram. Ne è convinto il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ieri a un convegno sul Defence Procurement a Villa Miani a Roma ha teorizzato quella che a suo avviso è una strategia chiara ed eterodiretta. Gli scontri di Milano, ha detto, fanno parte di una guerra cognitiva, “una guerra che nessuno di noi ha mai combattuto e che subiamo. E la mia più grande preoccupazione, più ancora di quella ‘fisica’, è la capacità che ormai hanno alcune nazioni, dopo aver studiato con gli algoritmi le menti dei nostri giovani, di conoscerli molto meglio di noi e di influenzarli”.
Se i social network sono il grimaldello usato da registi esterni per instillare nelle menti dei ragazzi che “antidemocratico è bello” e che “occidente è male”, a monte c’è la raccolta dei dati. Si tratta, ricorda Crosetto, di un passaggio indispensabile per elaborare gli algoritmi capaci di fare breccia tra gli scroll dei ragazzi. “Quando hai prodotto contenuti e raccolto dati per anni e anni, senza che nessuno se ne rendesse conto, hai visto le reazioni che si scatenavano e con l’intelligenza artificiale hai la possibilità di studiarle, magari aumentando la capacità di analisi attraverso le tecnologie quantistiche, tu disponi di un’arma potentissima, di cui nessun altro dispone”.
Uno scenario apocalittico, che potrebbe contagiare l’Africa, dove “sono ancora più poveri, sono tanti, sono più forti. Immaginate cosa potrebbe succedere se attecchisse anche lì”. E mentre c’è chi pensa più a giustificare questi nuovi soldati inconsapevoli della guerra ibrida che a elaborare contromisure, si riflette su chi sia il “mandante”. Impossibile sbilanciarsi ufficialmente, ma dietro le quinte, ieri a Villa Miani, ci si chiedeva con fare allusivo a “chi altri potrebbe avere interesse a destabilizzare due paesi prossimi alle elezioni con Francia e Italia?”. La risposta non si osava pronunciarla ad alta voce.