Economia
l'intervista •
Salvini elogia Tesla ma il suo Codice della strada ostacola i progetti italiani sulla guida autonoma
Obbligo di persona a bordo dei veicoli e possibilità di fare sperimentazioni solo se non direttamente finalizzata alla messa in produzione. "Il rischio è che il mercato si apra solo all'estero e non in Italia". Parla Luca Foresti, ad di Niulinx, fra le start up più attive nel settore (su cui anche lo stato investe)

Prima dimostrazione pubblica della vettura a guida autonoma Niulinx su una strada chiusa al traffico (2026, ANSA)
L'ammirazione del leader della Lega per le Tesla adombra un po' quello per le vetture italiane. "Molto positiva e costruttiva conversazione con Elon Musk oggi", ha scritto, in lingua inglese, su X il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. "L'Italia guarda con grande interesse alle opportunità offerte dalle tecnologie di guida assistita, con un focus su innovazione e sicurezza stradale, e sostiene un'approvazione rapida da parte dell'Ue della guida assistita di Tesla. Grazie per lo scambio, Elon", ha concluso.
"Interessante il fatto che dica queste cose su Musk e nel contempo il suo ministero abbia scritto un Codice della strada che ci ostacola", osserva con amara ironia al Foglio Luca Foresti. Nata nell'aprile del 2026 Niulinx, di cui è amministratore delegato, è una start up legata al Politecnico di Milano con 100 ingegneri impiegati nello sviluppo un sistema di guida automatizzata di livello 4, quello in cui il veicolo è capace di guidare autonomamente senza intervento umano e, se il conducente non risponde, riesce a gestire la situazione in sicurezza, come ad esempio quello dei taxi autonomi (sempre più popolari in America ma anche in Cina). L'obiettivo, ci spiega Foresti, "è entrare nel mercato tra la fine del 2028 e l'inizio del 2029. Ma il Codice della strada deve cambiare".
Quello che il Consiglio dei ministri ha approvato da poco, ma che è ben lontano dall'entrare in vigore, introduce il tema della possibilità da parte di un software di guidare la macchina. "È una buona notizia, ma è scritto in modo illogico". Perché? "Dice che all'interno della macchina ci deve essere sempre un conduttore, che quindi è una violazione logica della guida autonoma, in quanto la macchina deve poter anche andare da sola", sottolinea Foresti. In capo all'autista a bordo viene lasciata la responsabilità del mezzo, equiparando dunque il controllore da remoto a un conducente tradizionale, anche quando l’auto si sposta da sola. "Non ha nessun senso, chi mai accetterà di andare su una macchina prendendosi la responsabilità di cose che non fa? Sarebbe meglio, piuttosto, estendere anche alle auto a guida autonoma la obbligatorietà dell'Rc". Cioè l'assicurazione obbligatoria che copre i danni causati a terzi a seguito dell'utilizzo del mezzo. "Ovviamente questo sposta il tema sulle assicurazioni che devono decidere di coprire le auto a guida autonoma, ma già stiamo dialogando con loro per capire con che modalità farlo".
Un altro punto mette i bastoni fra le ruote (a guida autonoma). "Le sperimentazioni, secondo il testo, possono essere fatte solo se non direttamente finalizzate all’omologazione e alla messa in produzione". E proprio sull'omologazione Salvini fa uno scivolone non da poco, secondo l'ad. "Nel tweet si rivolge all'Ue anche se non dovrebbe. Non è l'Europa a decidere di omologare, bensì i singoli paesi nazionali". Senza contare poi "i rimandi a regole e decreti successivi, o comitati contenuti nel testo, con un notevole allungamento dei tempi. Se non verrà modificato – avverte – ci troveremo per un tempo indeterminato nell'impossibilità di avere flotte a guida autonoma su strada in Italia".
Con la conseguenza che le realtà italiane interessate alla guida autonoma debbano trasferirsi all'estero per effettuare le prove per l'omologazione, laddove le regole sono più adeguate. "A giorni riceveremo l'autorizzazione a fare la sperimentazione anche in Spagna e Germania e cominceremo a fare attività anche lì. Attualmente abbiamo in corso sperimentazioni in Italia (Cernusco, Brescia e Milano) ma il rischio è che il mercato si apra solo all'estero e non qui. Questo Codice – ragiona Foresti – pone un problema di concorrenza per l'Italia".
Contro i suoi stessi interessi, tra l'altro. Tra gli investitori di Niulinx c'è infatti anche lo stato italiano con 10 milioni di euro erogati da Cdp Venture Capital. Al round da 38 milioni chiuso dall'azienda ad aprile (il più grande investimento italiano nella guida autonoma) hanno partecipato anche Ferrovie dello Stato Italiane, Pirelli, e A2a. "Si tratta tra l'altro di una tecnologia critica dal punto di vista della sicurezza nazionale. Qui stiamo parlando di mettere migliaia, se non milioni di automobili a guida autonoma su strada, dotate di sensoristica, che possono quindi osservare le nostre strade e bloccare il traffico se qualcuno dall'alto decide di farlo. Quindi è molto importante che il cervello di queste auto a guida autonoma giaccia in Europa". E non ad Austin, in Texas, nelle mani dell'imprenditore preferito di Salvini. Foresti, l'endorsement a Musk desta qualche sospetto? "No comment".
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